Istituire la figura dello psicologo scolastico: non solo per intercettare il disagio, ma anche affiancare gli studenti nel loro percorso di crescita

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In Italia, la figura dello psicologo scolastico non è ancora una componente stabile a scuola a differenza di altri Paesi europei. Attualmente, le scuole possono avvalersi di tale servizio in base a diverse possibilità, come accordi con enti sanitari locali, uffici scolastici regionali, studenti e loro famiglie, enti, istituti bancari, associazioni o tramite il contributo del fondo d’istituto.

Per questo motivo, una proposta di legge di Forza Italia, a firma di Patrizia Marrocco e Mauro D’Attis, è stata presentata lo scorso ottobre per regolamentare la figura dello psicologo scolastico e renderla stabile nelle scuole di ogni ambito territoriale.

Lo psicologo scolastico, secondo la proposta di legge, dovrà essere dipendente diretto del dirigente scolastico e fornire pareri e suggerimenti su richiesta. Potrà partecipare alle lezioni su richiesta del consiglio di classe e convocare i genitori per colloqui, avendo accesso a tutte le informazioni sugli studenti in possesso dell’istituzione scolastica.

L’attività dello psicologo scolastico comprenderà il supporto all’inserimento degli studenti, lo sviluppo delle loro competenze emotive e sociali, la predisposizione di un ambiente di apprendimento motivante, il supporto al benessere degli studenti e del personale scolastico, l’individuazione precoce di situazioni di devianza e disagio, la formazione dei docenti, la consulenza psicologica per le famiglie, l’interazione con altre figure professionali e la consulenza individuale e di gruppo per studenti, docenti e genitori.

La prestazione lavorativa dello psicologo scolastico sarà di 36 ore settimanali e la retribuzione non potrà essere inferiore a quella di un docente. Potranno svolgere questa attività solo psicologi iscritti all’ordine, in possesso di laurea magistrale in psicologia e specializzazione quadriennale nell’età evolutiva. Per l’attuazione di questa legge, è prevista un’autorizzazione di spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2023 e 60 milioni di euro annui a partire dall’anno 2024.

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