Istituire Giornata della Latinità. Lettera

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Inviato da Nicola Fiorino Tucci – Clima, gentilezza, libro, memoria, lentezza, sonno, malato, pace, gioventù, felicità … se cercate il vocabolo che colleghi le suddette parole, come in un gioco enigmistico, scoprirete che l’unico è giornata, nella sua accezione di “giorno destinato a celebrare un avvenimento o a sensibilizzare il pubblico su temi sociali o civili: ad es., g. antifumo” (Sabatini – Colletti, dizionario on line).

Del resto, è innegabile che si tratti di occasioni importanti per riflettere e per ricordare come accade per la giornata del malato o per quella del libro o, ancora, per quella della gioventù. A ben vedere, però, fra le tante giornate esistenti, tutte degne di approvazione e di partecipazione convinte, ne manca una, che pure ha tutti i titoli per essere celebrata: la giornata della Latinità o, per dirla alla latina, una Latinitatis dies (il nome dies, in questo caso, è usato al femminile perché indica un appuntamento fisso, stabilito).

Nella quale ricordare la Latinità, quel complesso concetto che raggruppa un fenomeno, una tendenza culturale, un periodo, una radice comune, un modo di concepire la realtà, che ancora influenza e condiziona il mondo contemporaneo. E sembra strano, davvero molto strano, che, negli ultimi decenni, non si sia pensato a istituire una Latinitatis dies per rendere omaggio (e, naturalmente, non solo quello) ad uno dei fattori principali del processo di civilizzazione, che da due millenni e passa stiamo vivendo e siamo sempre più convinti ed intenzionati a perseguire.

Tenuto conto, inoltre, che per istituzionalizzare un evento del genere i requisiti ci sono tutti: l’idem sentire (quanti fra i popoli del mondo possono non dirsi influenzati dalla Latinità?), la dimensione giuridica (può esistere il Diritto Internazionale senza lo ius gentium o le Istituzioni di Diritto Romano?), lo studio diffuso in tutto il mondo dei fenomeni correlati alla Latinità (storia, letteratura, civiltà), l’eredità della cultura latina evidente un po’ ovunque nelle tante manifestazioni della nostra civiltà. E siamo certi di aver dimenticato qualche altro importante aspetto.

Del resto, sarebbe disponibile anche una data ufficiale per celebrare una Latinitatis dies: quel 21 aprile che, da oltre 2500 anni, si festeggia ininterrottamente nella Città Eterna. E ci sono anche le strutture necessarie alla diffusione ed all’organizzazione dell’evento su scala (inter)nazionale: scuole, musei, università, centri studi, associazioni culturali, che operano nella vita reale ed in quel mondo virtuale, che ha un’enorme efficacia mediatica … Perché, quindi, non provare? Al 21 aprile manca un mese: a ben pensarci, quindi, c’è anche il tempo per tentare. No, meglio, ad probandam rem.

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