ISTAT. L’istruzione incide ancora poco sul PIL: 4,2% contro il 5,3% europeo

di Giulia Boffa

Secondo l'Istat nel rapporto  "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo",  in Italia, l'incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è al 4,2% nel 2012, valore vicino a quelli di Germania e Spagna, ma inferiore a quello dell'Ue28 (5,3%).  

Secondo l'Istat nel rapporto  "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo",  in Italia, l'incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è al 4,2% nel 2012, valore vicino a quelli di Germania e Spagna, ma inferiore a quello dell'Ue28 (5,3%).  

Nel 2013 il 42,2% della popolazione in età compresa tra 25 e 64 anni ha conseguito la licenza di scuola media come titolo di studio più elevato, valore molto distante dalla media Ue28 (24,8%).

Anche se il fenomeno dell'abbandono scolastico è in progressivo calo, l'Italia rimane ancora lontana dagli obiettivi europei (10%). Nel 2013, il 17% dei 18-24enni ha interrotto precocemente gli studi (20,2 dei ragazzi e 13,7% delle ragazze). La permanenza dei giovani all'interno del sistema di formazione anche dopo il termine dell'istruzione obbligatoria è pari all'82,4% tra i 15-19enni e al 21,6% tra i 20-29enni. Il 22,4% dei 30-34enni ha conseguito un titolo di studio universitario (o equivalente); tale quota è aumentata di 6,8 punti percentuali tra il 2004 e il 2013 ma è ancora molto distante dall'obiettivo del 40% fissato dalla Commissione europea nella Strategia Europa 2020.

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