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Isee da aggiornare per situazione economica modificata: come fare?

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Isee

Come variare l’Isee già ottenuto nel momento in cui varia la situazione economica del nucleo familiare?

Ormai è assodato che l’Isee può essere modificato per svariate ragioni. Infatti le ultime modifiche all’Isee corrente hanno prodotto questa sostanziale novità da tempo richiesta da più parti. Rendere l’Isee più adeguato al reale stato di necessità di una famiglia è alla base della richiesta di correttivi allo strumento più usato in materia di prestazioni assistenziali e bonus vari.

Non era più tollerabile erogare prestazioni basandosi su redditi e patrimoni dei due anni precedenti la data di presentazione delle DSU. Troppo lontano nel tempo, con l’effetto di far sembrare in difficoltà famiglie che non lo sono più e fare l’esatto contrario con chi i difficoltà davvero è.

L’Isee si può modificare quando cambia la situazione economica di un nucleo familiare. Ma come si fa a correggere l’Isee e quando si può intervenire alla luce delle nuove normative sono argomenti da approfondire attentamente.

Perché l’Isee così come era non è equo

Un contratto di lavoro che scade, oppure la perdita del posto di lavoro sopraggiunta improvvisamente. Sono questi solo alcuni dei motivi che possono spingere una famiglia a dover rettificare un Isee.

Un esempio chiarirà meglio ciò di cui parliamo. Quest’anno per percepire il reddito di emergenza, piuttosto che per avere la riduzione delle tasse universitarie o per la riduzione della mensa scolastica, le famiglie hanno dovuto presentare la DSU come sempre.

Nella DSU, acronimo di Dichiarazione Sostitutiva Unica, documento auto-dichiarativo propedeutico al rilascio della correlativa certificazione Isee, andavano inseriti dati del lontano 2019.

Si, proprio il 2019. Infatti i redditi per l’Isee 2021 sono quelli del 730, del Modello Redditi PF o del Cud, dell’anno di imposta 2019, quelli delle dichiarazioni reddituali 2020. E lo stesso per i patrimoni, perché giacenza media dei libretti postali e bancari, dei conti correnti e così via, devono essere quelli al 31 dicembre 2019.

Come  logica, una vera assurdità. Basti pensare a quante famiglie hanno eroso i loro risparmi per tirare avanti durante questi lunghi mesi di pandemia. Soldi in banca presenti nel 2019, ma completamente assenti oggi. E queste famiglie, in base alla loro situazione economica 2019, non hanno diritto a svariate prestazioni, nonostante oggi, nel 2021, siano davvero in difficoltà economica.

Vale però il discorso inverso, cioè famiglie che adesso stanno meglio rispetto al 2019, ma grazie ad un Isee disallineato rispetto alla realtà, possono avere accesso alle prestazioni agevolate per via di difficoltà di due anni fa ormai superate.

Isee ordinario, Isee corrente e come intervenire in variazione

Oltre alla situazione patrimoniale prima citata, sono innumerevoli gli eventi imprevisti che potrebbero alterare la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di una famiglia.

La normativa però permette questo genere di variazione, cioè si può intervenire.

Si tratta di una vera e propria revisione dell’Isee, tramite la versione corrente. Si tratta di un Isee temporaneo vhe però adesso ha ottenuto la stessa durata dell’Isee ordinario, cioè il 31 dicembre dell’anno in cui si presenta la DSU.

Le causali per la variazione dell’Isee

Per poter richiedere l’Isee corrente occorre prima presentare l’Isee ordinario. Senza quest’ultimo non si può avere il primo perché si tratta di un aggiornamento.

Aggiornamento necessario quando si verifica:

  • Variazione della situazione lavorativa;
  • Interruzione di trattamenti previdenziali, assistenziali o indennitari;
  • Variazione del reddito in misura pari ad almeno il 25% tra dichiarato per l’Isee ordinario e nuova situazione;
  • Variazione patrimoniale in misura superiore al 20% rispetto a quella dei due anni precedenti.

Nello specifico, possibile richiedere l’Isee corrente se almeno un componente si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • Interruzione per cessazione del suo rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, se sopraggiunto dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • Sospensione della sua attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • Riduzione dell’orario di lavoro con riduzione dello stipendio per i dipendenti a tempo indeterminato, dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’Isee ordinario;
  • Perdita del lavoro a tempo determinato a condizione che si possa dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la data della cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • Cessazione dell’attività di lavoro autonomo, se svolta in via continuativa per un minimo di 12 mesi;
  • Perdita di un trattamento pensionistico o di un trattamento assistenziale

Isee e variazione, come aggiornare i redditi

I sede di presentazione della richiesta per l’Isee corrente, occorre compilare, in caso di variazione dei redditi, il modello MS. Si tratta del modulo sostitutivo in cui vanno indicati:

  • Redditi da lavoro dipendente percepiti nei 12 mesi precedenti la richiesta della prestazione;
  • Redditi da pensione e redditi assimilati percepiti nei 12 mesi precedenti la richiesta della prestazione;
  • Redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, cioè tutti i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione;
  • Spese sostenute durante i 12 mesi per l’esercizio dell’attività;
  • Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari sempre negli stessi 12 mesi precedenti.

Guida alla domanda per la variazione dell’Isee

Come già detto, occorre compilare il modulo sostitutivo della dichiarazione (modulo MS), allegando tutta la documentazione che attesta eventualmente le variazioni sopraggiunte come quelle sulla situazione lavorativa, pensionistica, reddituale o patrimoniale.

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