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Isee corrente 2021, cos’è, a cosa serve e quanto dura

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Isee

L’Isee è quello strumento attraverso il quale si può avere accesso a numerose prestazioni assistenziali, a sconti sulle bollette, a borse di studio e così via. E nel caso di sostanziali variazioni che hanno inciso sulla situazione economica di una famiglia, si può richiedere l’Isee corrente.

Iscrizioni alle Università con tassazione agevolata, sconti sulle utenze domestiche, accesso a Reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, sono questi alcuni degli utilizzi a cui è destinato l’Isee.

Isee è acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente di un nucleo familiare e serve alle Amministrazioni che erogano prestazioni e servizi particolari, per stabilire i criteri di erogazione delle stesse prestazioni.

Ormai l’Isee è utilizzato dalla stragrande maggioranza delle famiglie, indigenti e non, perché sono davvero molteplici i campi di utilizzo della certificazione che ogni anno va richiesta all’Inps presentando la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica).

Ogni singolo servizio o singola prestazione ha soglie di Isee diverse e prestabilite. Infatti occorre non superare un determinato Isee per avere accesso al Bonus Bebè così come ne occorre rispettare un altro per avere accesso alle agevolazioni per le utenze domestiche.

E da luglio, quando potrebbe entrare in scena il nuovo assegno universale per i figli fino a 21 anni di età, è assai ipotizzabile che le richieste dell’Isee con conseguente presentazione delle DSU aumenteranno a dismisura. A volte però, si è tagliati fuori dalle misure perché si superano questi limiti di Isee.

Uno dei problemi è che l’Isee è troppo sbilanciato come anno di riferimento rispetto alle condizioni di un nucleo familiare essendo relativo ai due anni precedenti la data in cui si presenta la DSU. Ma c’è lo strumento adatto per rendere l’Isee più rispondente alle reali situazioni di necessità del momento di un determinato nucleo familiare. Lo strumento è l’Isee corrente.

Isee corrente, cos’è?

Non riuscire ad ottenere una agevolazione perché due anni fa si viveva in una situazione economica migliore dell’attuale è una spiacevole circostanza che purtroppo non è rara da trovare oggi giorno. Il problema è che per l’Isee si guarda a due anni prima. Infatti per ottenere l’Isee 2021, occorre produrre i redditi 2019 (quelli del 730, del Modello Unico o delle CU 2020) e i saldi e le giacenze medie di conti correnti e depositi bancari sempre al 31 dicembre 2019.

Ma ci sono famiglie che, soprattutto alla luce delle ultime situazioni di crisi provenienti dalla pandemia, la situazione patrimoniale ed economica tranquilla di due anni fa oggi la hanno perduta. La normativa sull’Isee però consente di rapportare all’attualità la situazione economica e patrimoniale di un nucleo familiare.

Lo strumento è l’Isee corrente che può essere richiesto dopo aver ottenuto quello ordinario, ma a determinate condizioni. Infatti occorre che si siano verificate variazioni economiche che hanno un impatto sulla situazione della famiglia nei sei mesi che precedono la richiesta di Isee corrente.

Isee corrente più istantaneo

L’Isee corrente in pratica è lo strumento che è in grado di scattare una foto più veritiera dal punto di vista economico di una famiglia rispetto all’Isee ordinario. La differenza è sostanziale e parlare di foto non è azzardato dal momento che l’Isee ordinario equivale ad una nostra fototessera di due anni fa, con meno capelli bianchi rispetto ad oggi.

L’Isee corrente può essere richiesto per tutto l’anno ed in qualsiasi momento ed ha una validità ridotta rispetto all’Isee ordinario che vale 12 mesi (l’Isee corrente ha validità di 6 mesi).

L’Isee corrente si usa  quando si verifica una variazione delle condizioni di lavoro o di reddito in un nucleo familiare negli ultimi 6 mesi.

L’Isee corrente 2021 può essere richiesto esclusivamente da chi ha già ottenuto l’Isee ordinario che però per via del cambiamento della situazione economica della famiglia, non risulta più  fedele da questo punto di vista.

L’Isee corrente invece è più vicino alla situazione economica della famiglia perché calcolato sugli ultimi 12 mesi e non sulla situazione di due anni prima (in alcuni casi può essere calcolato anche solo sugli ultimi due mesi moltiplicati per 6).

Cosa deve cambiare per poter richiedere Isee corrente

È evidente se si parla di un Isee che vada a tamponare quella falla normativa che vuole una situazione economica e lavorativa di una famiglia riportata ai due anni precedenti, che la versione corrente va richiesta nel caso in cui qualcosa cambi.

Infatti per poter richiedere questo tipo di Isee occorre che negli ultimi tempi la famiglia oggetto della DSU abbia subito variazioni dal punto di vista lavorativo o dal punto di vista economico complessivo.

Per esempio, può essere la sospensione dell’attività lavorativa magari proprio a causa del Covid. Oppure, la perdita di lavoro per scadenza di un contratto a termine, o per sopraggiunto licenziamento. In pratica, il variare della situazione lavorativa, evidentemente peggiorativa rispetto al 2019, può essere valido motivo per chiedere l’Isee corrente.

Un lavoratore della scuola che magari nel 2019 aveva effettuato molte supplenze mentre tra 2020 e 2021 è stato pressoché fermo, potrebbe trarre beneficio dalla richiesta dell’Isee corrente.

Ma oltre che su questioni di lavoro, anche le variazioni di reddito complessivo piuttosto marcate possono essere giustificato motivo per chiedere un Isee più rispondente alla recente condizione. In questo caso esiste un limite prefissato di variazione della situazione reddituale per dare diritto ad ottenere un Isee corrente. Infatti occorre che la situazione reddituale complessiva del nucleo familiare sia variata in  misura superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente.

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