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Isee 2022, sempre più necessario, cosa serve, i documenti, le regole

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Isee

Con l’arrivo imminente dell’assegno unico per i figli, l’Isee diventa sempre più fondamentale, ecco la guida a quello 2022.

Sicuramente sono milioni le famiglie italiane che sanno a memoria tutto quello che riguarda l’Isee. Infatti ogni anno sono tantissime le famiglie che richiedono l’Isee per poter accedere a bonus, prestazioni agevolate e misure assistenziali.

Il numero di famiglie a cui servirà l’Isee è destinato inevitabilmente ad aumentare, perché la certificazione servirà pure per l’assegno universale unico sui figli a carico.

Per questo occorre una guida esaustiva

Nuovo Isee anche per l’assegno universale per i figli

Scade il 31 dicembre prossimo l’Isee 2021. In pratica, dal primo gennaio non ci sarà famiglia o contribuente che avrà un Isee in corso di validità.

Anche se l’Isee può essere richiesto in qualsiasi momento dell’anno, mai come nel 2022, occorrerà fare presto.

Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, esenzioni ticket, riduzioni bollette domestiche, mensa scolastica, borse di studio. Gli utilizzi dell’Isee sono molteplici. E da gennaio proprio con l’Isee, si potrà richiedere l’assegno universale per i figli a carico fino a 21 anni.

E dal momento che questo assegno sostituirà detrazioni, Anf e bonus vari a partire dal mese di marzo 2022, inevitabile che gli interessati dovranno adoperarsi. Per la richiesta sarà necessario l’Isee.

Isee 2022, anno di riferimento il 2020

Che sia una prima richiesta o che sia un rinnovo di un Isee scaduto, ciò che serve è la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Si tratta del modello di autodichiarazione tramite il quale il dichiarante richiede il rilascio dell’Isee.

Un modello di autodichiarazione con cui il richiedente dichiara i redditi e i patrimoni, propri e dei componenti il suo nucleo. Per l’anno 2022 andranno dichiarati sia i redditi che i patrimoni del 2020.

La DSU può essere presentata tramite patronato, Centro di assistenza fiscale (Caf) o da soli. Basta collegarsi al sito dell’Inps, autenticandosi con Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi).

Si può scegliere ls DSU precompilata o quella integrale. Con la prima il rilascio dell’Isee è rapidissimo, cioè pochi minuti dopo aver prodotto la DSU. Occorre munirsi delle tessere sanitarie dei soggetti maggiorenni del proprio nucleo familiare in modo tale da autenticare i dati di questi componenti.

Con quella integrale le verifiche Inps sono più lunghe ed occorre aspettare alcuni giorni per poter provvedere a scaricare la certificazione, sempre che l’esito dei controlli vada a buon fine.

Isee 2022, la componente patrimoniale

Si stimano in circa 9 milioni le famiglie che avranno da richiedere il nuovo assegno universale. Tante infatti sono le famiglie che hanno figli sotto i 21 anni di età. E molte di queste per la prima volta richiederanno l’Isee.

L’Isee determinerà il valore dell’assegno spettante a ciascun nucleo familiare, per fasce. Misura piena per esempio, alla fascia Isee fino a 15.000, per poi ridursi con il salire dell’indicatore. Una novità assoluta per famiglie che rientravano nel campo degli Assegni per il Nucleo Familiare (Anf) per il quale l’Isee non era necessario.

Oltre ai redditi prodotti nel 2020, occorre produrre pure i patrimoni alla data del 31 dicembre 2020. Peri redditi saranno necessari i dati dei modelli di dichiarazione reddituale di tutti i componenti della famiglia che li hanno prodotti. Parliamo del modello 730 o del modello Redditi PF o ancora delle Certificazioni Uniche per i lavoratori dipendenti.

Allo stesso modo occorrono il saldo e la giacenza media di conti correnti, libretti di risparmio, carte di debito, carte di credito e così via. Si tratta della componente patrimoniale mobiliare sempre riferita a ciascun componente la famiglia che ha dotazioni in banca o alle poste.

Il saldo deve essere al 31 dicembre 2020 e la giacenza media riferita all’anno 2020. Documenti che possono essere richiesti alle filiali degli istituti di credito con cui si hanno rapporti, compreso Poste Italiane. In alternativa, oramai con la digitalizzazione di questi prodotti, la documentazione può essere scaricata dalle applicazioni per smartphone o dal PC con i programmi di Home Banking di cui ormai tutti gli istituti sono forniti.

La questione dell’Isee corrente

Il fatto che l’Isee sia relativo ai due anni precedenti quello in cui viene richiesto, può provocare un disallineamento tra condizione di un nucleo familiare nell’attualità, con la condizione del 2020. In questo caso la normativa consente di richiedere il cosiddetto Isee corrente, più attendibile rispetto a quello ordinario proprio perché più vicino all’attualità. Basti pensare a chi ha perduto il posto di lavoro nel 2021, mentre era assunto e stipendiato regolarmente nel 2020. L’Isee corrente però non può essere richiesto subito, perché occorre passare prima dall’Isee ordinario.

Solo dopo aver ricevuto la certificazione ordinaria si potrà richiedere la corrente. L’Isee corrente fotografa la situazione del nucleo familiare nel momento in cui rispetto ai valori dell’Isee ordinario si è verificata una variazione.

Oltre alla perdita del lavoro o di trattamenti assistenziali e previdenziali, ed oltre ad una variazione del reddito di una famiglia, anche una variazione del patrimonio mobiliare può determinare la necessità di richiedere l’Isee corrente. Per i redditi la variazione per essere considerata significativa deve superare il 25%, mentre per i patrimoni la variazione deve essere almeno del 20%.

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