Iscrizioni. La scelta delle superiori incide su disoccupazione e salari

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Il nuovo studio triennale “New Skills at Work”, dell’ Università Bocconi e JP Morgan, ha dimostrato il disallineamento tra competenze e richieste del mercato con una penalizzazione del 9% sulle retribuzioni italiane.

Pertanto scegliere la scuola superiore e l’università non sarebbe solo una questione di attitudine,ma anche di buon orientamento, riporta ilcorriere.it.

Secondo lo studio, genitori e studenti hanno una conoscenza limitata delle offerte formative, specie da parte delle famiglie più disagiate.

Un altro studio dello stesso report analizza la scelta universitaria e paragona Italia e Germania.

Il numero di laureati in entrambi i Paesi è molto più basso rispetto al resto d’Europa, ma negli ultimi 15 anni la disoccupazione dei laureati tedeschi nella fascia d’età 25-39 anni ha oscillato tra il 2 e il 4%, quella degli italiani tra l’8 e il 13%.

Ciò dipenderebbe da un’informazione inadeguata sugli esiti lavorativi e retributivi delle diverse facoltà.

La Germania laurea molti più giovani in informatica, ingegneria, economia e management, mentre l’Italia ha il doppio dei laureati in scienze sociali e discipline artistiche e umanistiche e il primo gruppo di lauree rende, in termini economici, tra il 70% e il 100% più del primo.

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