Iscrizioni in eccedenza, ammissione in base ai criteri del Consiglio di Istituto: quali adottare e quali evitare

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La circolare Miur n. 14659 del 13 novembre 2017, avente per oggetto le iscrizioni per l’a.s. 2018/19, dedica un apposito paragrafo alle iscrizioni in eccedenza, fornendo apposite indicazioni in merito. 

Nella circolare leggiamo che, in caso di eccedenza, l’ammissione delle iscrizioni avviene in base ai criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto. Pertanto le scuole devono precedere preliminarmente alla definizione di tali criteri.

I predetti criteri, fermo restando l’autonomia delle Scuole, devono rispondere a principi di ragionevolezza, quali ad esempio:

  • la viciniorietà della residenza dell’alunno/studente alla scuola;
  • i particolari impegni lavorativi dei genitori.

Nella circolare si indicano anche i criteri che non rispondono ai summenzionati principi, come ad esempio:

  • la priorità in base all’ordine di arrivo delle domande;
  • la precedenza consistente nel rapporto di parentela tra minore da iscrivere e personale della scuola presso la quale si fa richiesta di iscrizione;
  • il ricorso ad eventuali test di valutazione.

Il ricorso al sorteggio è contemplato come “estrema ratio”.

L’USR Veneto, con un’apposita nota, ha integrato quanto previsto dalle indicazioni del Miur in merito ai criteri non rispondenti ai principi di ragionevolezza.

Secondo l’USR,  è assolutamente da evitare l’adozione di criteri che discriminino gli alunni sulla base dei voti riportati nel percorso relativo al primo ciclo di istruzione o comunque criteri riferiti agli esiti di apprendimento o alle competenze certificate in esito all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

L’USR, infatti, ritiene che i succitati criteri contrastino con la Direttiva ministeriale n. 11 del 18/09/2014, secondo cui  la valutazione [del sistema educativo di istruzione n.d.r.] è finalizzata, tra le altre cose,  alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti…

La finalità suddetta, conclude l’USR, risponde anche ai principi di equità e di inclusione, che non possono essere garantiti filtrando le iscrizioni  sulla base di test o di risultati scolastici.

nota USR Veneto

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