IRC, interrogazioni Inannone (FdI) su concorso ed esami III media

di redazione
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“Gli insegnanti di religione cattolica devono essere tutelati.

Innanzitutto, negli ultimi anni non è stato bandito alcun concorso. L’ultimo risale al 2005 e ad oggi, con il sopraggiungere dei pensionamenti, la graduatoria, che non era a scorrimento, è quasi esaurita.

È quindi necessario indire un nuovo bando e ho presentato in Senato un’interrogazione per conoscere se il ministro dell’istruzione ha intenzione di annunciare un nuovo concorso e i tempi entro cui intende farlo.

Inoltre, sempre agli insegnanti di religione cattolica, è stato richiesto di essere presenti agli esami conclusivi di terza media, senza però che gli sia permesso di esaminare i ragazzi, né di partecipare col proprio voto per la determinazione della media scolastica. Pertanto, sono obbligati ad esserci, ma a tacere.

Come se non bastasse, qualora decidessero di collaborare con la dirigenza scolastica, quindi di ricoprire un secondo ruolo, non possono usufruire dello sgravio di alcune ore in classe e dovranno assumere un doppio incarico: da un lato ricoprire l’incarico assegnato e dall’altra parte svolgere le lezioni.

Ho chiesto al Ministro quali determinazioni in merito il governo intenda prendere per sanare la discriminante e frustrante condizione di questi docenti” è quando dichiarato dal senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone.

INTERROGAZIONI:

Atto n. 4-00520

Pubblicato il 11 settembre 2018, nella seduta n. 34

IANNONE – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che, a quanto risulta all’interrogante:
non è stato mai bandito il concorso per gli insegnanti di religione cattolica;
l’unico concorso, risalente al 2005, ha immesso a tempo indeterminato il 70 per cento degli insegnanti, il restante 30 per cento restava ad incarico annuale, deciso solamente dagli organi ecclesiastici preposti;
ad oggi, dopo anni di pensionamenti, la graduatoria che non era a scorrimento, ma che si sarebbe dovuta rimpinguare con un nuovo concorso, è quasi esaurita, tanto che ora più del 70 per cento sono incaricati annuali;
come prevede una sentenza della Corte europea, entro il 2019 l’Italia dovrebbe assumere tutti i precari con più di 36 mesi di servizio continuativo,  si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda bandire e in quali tempi il concorso per gli insegnanti di religione cattolica;
se intenda riconoscere la dignità e la professionalità di quegli insegnanti che da anni lavorano da precari e attendono una stabilizzazione che consenta di realizzare anche progetti di vita privata.

Atto n. 4-00519

Pubblicato il 11 settembre 2018, nella seduta n. 34

IANNONE – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –
Premesso che:
secondo il decreto legislativo n. 62 del 2017, gli insegnati di religione cattolica devono essere presenti agli esami conclusivi del primo ciclo (esami di terza media);
sono presenti, ma non possono esaminare i ragazzi, né partecipano col proprio voto a determinare la media scolastica e pertanto sono obbligati ad esserci (anche in più classi contemporaneamente avendo una sola ora a settimana), ma a tacere;
i docenti di religione cattolica che decidono di collaborare con la dirigenza, in qualità di vicari o collaboratori, non possono usufruire, secondo “la buona scuola” (legge n. 107 del 2015), dell’esonero, devono quindi assumersi le responsabilità dell’organizzazione scolastica senza l’aiuto dello sgravio di alcune ore frontali in classe, che invece è previsto per tutte le altre materie,
si chiede di sapere:
se sia intenzione del Ministro in indirizzo intervenire e con quali tempi per sanare la discriminante e frustrante condizione dei docenti di religione cattolica;
se ritenga che vada riconosciuta la dignità e la professionalità degli insegnanti di religione cattolica.

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