IRC in commissione d’esame, Petraglia (LeU): “palese violazione della laicità dello Stato”

di redazione
ipsef

item-thumbnail

comunicato Alessia Petraglia (LeU) – Mentre Di Maio, Salvini, Renzi sono in perenne campagna elettorale, più semplice da fare che governare davvero per cambiare, i decreti attuativi della Legge 107/2015 continuano a produrre effetti nel silenzio assoluto di tutti e tutte coloro che si occupano di scuola e sono stati eletti il 4 marzo.

Una disposizione contenuta nel decreto sulla valutazione, che noi in Parlamento avevamo criticato, afferma che la commissione degli esami di terza media dovrà essere composta da tutti i docenti del consiglio di classe: ne consegue dunque anche dai docenti di religione, scelti, dobbiamo sottolinearlo, dalle gerarchie ecclesiastiche.

Un fulmine a ciel sereno, che ha suscitato dubbi e perplessità anche nelle scuole. A partire dal fatto che la religione cattolica non è mai stata materia d’esame e che ci sarebbero enormi problemi di organizzazione. E i ragazzi che non fanno religione correrebbero il rischio di essere valutati anche dai docenti di religione? Non si può giustificare questo provvedimento affermando che ci saranno anche gli insegnanti di alternativa fingendo di non sapere che questi insegnanti sono per lo più insegnanti di altre materie, già compresi nelle commissioni e comunque insegnanti che hanno fatto concorsi pubblici, o sono precari in attesa di stabilizzazioni e sicuramente non assunti perché scelti dalla Curia.

Qui siamo dinanzi ad una ennesima e palese violazione della laicità dello Stato e siamo dinanzi alla gravissima messa in discussione del principio di laicità della Scuola statale.

La Ministra Fedeli avrebbe potuto intervenire per chiarire l’interpretazione del decreto ed evitare questo ennesimo attacco alla scuola pubblica e statale.

La laicità è tutela per credenti e non credenti.
Per noi, la laicità è uno dei valori da cui ripartire.

Versione stampabile
soloformazione