IRC in commissione d’esame III media: pimo riconoscimento al nostro lavoro. Lettera

di redazione
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Inviato da Gian Marco Di Salvio – Spett.le redazione, sono un insegnante di religione e vorrei condividere la mia esperienza all’esame di licenza del primo ciclo di istruzione.

Sono felicissimo di questo passo in avanti che dà un primo riconoscimento al nostro lavoro. L’essere membro della commissione d’esame è stata un’esperienza molto positiva e qualificante, anche solo per il fatto di aver potuto incoraggiare i ragazzi.

Mi auguro che questo possa rappresentare davvero un primo passo.

Condivido con chi ha osservato che negli esami gli argomenti di natura religiosa – storia della Chiesa, il cristianesimo in generale, le varie confessioni cristiane, le religioni non cristiane – sono stati toccati abbondantemente, ma purtroppo l’IRC non è materia d’esame, il che è davvero una contraddizione.

Qualche collega mi ha sottolineato come la mia materia si collega con davvero quasi tutto.

Certo, ci sono due problemi da superare:

1) i dibattiti di natura ideologica davvero inutili;

2) la questione delle attività alternative. E’ chiaro che giustamente non si poteva escludere l’insegnante di alternativa dalla commissione d’esame perché se no sarebbe stata una grave discriminazione per chi non si avvale dell’IRC; ma allora perché non imporre delle attività alternative quantitativamente equivalenti all’IRC, quindi che siano valutate in pagella e che siano materia d’esame? Più parità di così! Non ci possono essere scuse che non ci sono i soldi, in quanto il docente va comunque retribuito. Non è una polemica verso i docenti di alternativa, dato che con quelli della scuola in cui ho lavorato c’è stata stima reciproca!!!

Spero che questo appello arrivi al Min. della Pubblica Istruzione stesso, il quale mi dà l’ieda di una persona molto seria e molto competente. Spero che questo appello faccia riflettere chi in questi mesi ha fatto solo polemiche a mio parere davvero inutili e dannose prima di tutto per i nostri giovani, i quali, dato il momento storico, non hanno bisogno dei nostri litigi, ma di un mondo adulto che li metta in condizione di esprimere i loro talenti.

Concludo con un vivo ringraziamento e un cordiale saluto.

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