Io, specializzata in Scienze pedagogiche non posso accedere al sostegno nella primaria. Lettera

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Inviato da Paola Demarinis – Gentile Ministra Azzolina, mi presento: sono Paola, dottoressa in Scienze dell’educazione e della formazione con specialistica in Scienze Pedagogiche; lavoro presso la scuola primaria come educatrice per l’assistenza specialistica.

AMO fortemente il mio lavoro e lo faccio con passione da quando mi sono laureata; incontro, ogni anno, bambini “speciali” e ciascuno di loro mi dona un pezzo di cuore. Vorrei continuare la mia formazione per avvicinarmi ancora di più al mondo del sostegno.

Come me, tante colleghe e colleghi che svolgono la stessa professione in tutti gli altri gradi scolastici. Probabilmente riceverà milioni di e-mail, ma credo sia giusto che Lei ci ascolti.

Quest’anno, più degli altri anni, probabilmente anche in seguito all’emergenza sanitaria, sto assistendo ad uno scenario inquietante, che mai avrei immaginato di ritrovare in un contesto scolastico: tante e tante docenti di “sostegno” senza specializzazione, senza conoscenze, competenze e capacità di comprendere quali possano essere le esigenze di un bambino con deficit.

Quindi Le chiedo: quanto può essere produttivo e soprattutto, quanto questa condizione può aiutare il bambino? Fra gli obiettivi scolastici primari troviamo l’inclusione, l’empatia, la comprensione dei lati psicopedagogici ed emotivi dei bambini attraverso l’ascolto attivo, ma di fatto affianchiamo loro insegnanti non specializzati in questo, mossi sicuramente da buona volontà ma come ben comprende con ragazzi aventi diagnosi funzionale, la buona volontà non basta, servono approcci mirati che purtroppo non possono essere improvvisati.

Con questo, non sto denigrando gli insegnanti che abbiano un diploma magistrale o una laurea in Scienze della Formazione Primaria che tengo a precisare, rispetto e ammiro come percorso di studi, ciò che io non comprendo e vorrei chiederle è perché:

1. IO con alle spalle cinque anni di percorso universitario in cui ho scelto, coscienziosamente, di studiare queste discipline e di farne il mio lavoro e non per ripiego, ma perché ho scelto liberamente di affiancare questi bambini speciali e di aiutarli nel percorso scolastico, al fine di garantire l’acquisizione di autonomie, sotto tutti i punti di vista,

2. IO con una specialistica in scienze pedagogiche, in cui ho studiato ed analizzato deficit, patologie varie e gli strumenti indispensabili per far fronte a queste situazioni problematiche, PERCHE’, IO, NON POSSO ACCEDERE AL SOSTEGNO ALLA SCUOLA PRIMARIA? PERCHE’ NON POSSO PARTECIPARE, PER LO MENO, AL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER LA SCUOLA PRIMARIA, COSI’ COME PER QUELLO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO? PERCHE’ IL LAUREATO IN L-19 O LM-85 PUO’ FARE L’EDUCATORE IN QUALSIASI GRADO SCOLASTICO E NON PUO’, INVECE, ESSERE CONVOCATO COME DOCENTE DI SOSTEGNO? Quale logica è applicata nelle leggi che emanate? Addirittura quest’anno, inseriamo nelle graduatorie i laureandi o chiunque abbia acquisito i 24CFU e gente con i miei titoli, che i 24CFU li ha per curriculo, resta fuori!! PERCHE’? Le sembra corretto?

Da quando sono entrata nel bellissimo mondo scolastico mi sono spesso interfacciata con docenti che non sanno gestire un bambino autistico, che non sanno cos’è un PEI, che non sanno elaborare un piano educativo con obiettivi minimi, che non sanno cosa siano gli obiettivi minimi…ed io, per formazione ed umanità, mi ritrovo a dare informazioni e spiegazioni acquisite con il mio percorso, con il mio studio, con le mie energie, con il mio sudore per una paga che forse equivale alla metà dello stipendio di un docente.

Forse, questa e-mail andrà anche cestinata, ma io sentivo forte la necessità di spiegarLE in quale condizione molti di noi educatori e pedagogisti, che lavorano con passione e dedizione, si trovano.

Cara Ministra, FACCIA QUALCOSA e lo faccia soprattutto per il bene della scuola e per i bambini che restano, a mio avviso, la risorsa più preziosa della nostra società.

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