“Io, maestra vaccinata, per due casi sospetti in classe sono stata a casa 15 giorni”. Il caso della doppia quarantena a Roma

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“Houston, abbiamo un problema”, si direbbe. Sì, perché il ritorno in classe è contrassegnato da nuove regole non sempre comprensibili. Una di queste riguarda la quarantena per i soggetti che sono entrati a contatto con un positivo.

Il governo pensa a modificare sia il numero dei giorni che quello che riguarda le persone obbligate a restare a casa in isolamento. Molto probabilmente la quarantena potrebbe riguardare solo lo studente che si trova più vicino al contagiato, ad esempio il compagno di banco o chi è in un banco vicino.

Il rischio, che il ministro Bianchi vuole scongiurare, del ritorno generalizzato alla Dad, non si è scongiurato, tutt’altro. Già numerose classi nei giorni scorsi si sono ritrovate a seguire le lezioni da casa.

C’è anche chi di quarantene ne ha già fatte due. Si tratta del caso di una maestra romana, vaccinata, contattata dall’agenzia di stampa AGI. Nei suoi primi quindici giorni di scuola,  a causa di due casi sospetti nella sue classi, ha dovuto rispettare il periodo di quarantena e sottoporsi a due tamponi molecolari.

“In base a quanto prescrive la Asl – ha detto la maestra – gli insegnanti vaccinati e con Green pass devono stare in quarantena per 7 giorni e poi fare un tampone molecolare. Ma quando questa cosa si ripete più volte nell’arco di pochissimo tempo i disagi impattano su tutta la famiglia. Ho dei genitori anziani che hanno bisogno di aiuto, ho una bambina che va a scuola, un marito che lavora. Ora, insegnando in più classi, potrei incappare in un altro bambino e ricominciare il percorso da capo. Per questo sono d’accordo nel rivedere le regole della quarantena. Credo – ha spiegato – che bisognerebbe isolare il caso sospetto e far fare il tampone e la quarantena solo alla famiglia e ai parenti più prossimi, tutti gli altri compresi gli insegnanti dovrebbero continuare la didattica in presenza. Poi se ad esempio la famiglia del compagno di banco ritiene di fare un tampone per maggiore sicurezza, lo puà fare privatamente ma deve essere una decisione personale”.

LE FAQ SUL GREEN PASS

Come si procede se l’alunno o il docente risulta positivo al test molecolare?
Rimangono confermate le ordinarie procedure di gestione dei casi di contagio possibili, probabili o confermati, da attuare in collaborazione con le autorità sanitarie territorialmente competenti.
Secondo quanto indicato dal verbale del CTS n.34/2021 “in caso di sintomi indicativi di infezione acuta delle vie respiratorie di personale o studenti, occorre attivare immediatamente la specifica procedura: il soggetto interessato dovrà essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente”.

Quanto dura la quarantena di quanti hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni?
Il Ministero della Salute, con circolare n.36254/2021, ha aggiornato le indicazioni sulla quarantena di quanti hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. Nello specifico, distingue fra:
a) contatti asintomatici ad alto rischio, c.d. “contatti stretti”: “possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 7 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il settimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico“,
b) contatti asintomatici a basso rischio: “non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie“, mascherina, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani, ecc.

Quanto dura la quarantena dei non vaccinati o di quanti non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni?
Nella stessa circolare n.36254/2021, il Ministero della Salute precisa per i non vaccinati o per coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni:
a) contatti asintomatici ad alto rischio, “possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo“. In assenza del test, anche in questo caso, la quarantena si chiude dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, senza necessità di esame diagnostico molecolare o antigenico,
b) contatti asintomatici a basso rischio: “non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie“, mascherina, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani, ecc.
Le indicazioni valgono per i casi COVID.19 confermati da variante VOC non Beta o per cui non è disponibile il sequenziamento.

Quali sono i contatti “a basso rischio”?
Nella circolare n.36254/2021, il Ministero della Salute precisa che per contatto a basso rischio si intende una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni: – una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti; – una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni) o che ha viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti.

Quali sono i sintomi per valutare se non mandare a scuola il proprio figlio?
Il Protocollo di sicurezza per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 conferma l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. È pure confermato il divieto di fare ingresso o di permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°; provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle autorità sanitarie competenti.

Cosa devo fare se nella classe si è verificato un caso COVID-19?
Secondo quanto indicato dal CTS, “il soggetto interessato dovrà essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente”. Rimangono valide le disposizioni previste dallo stesso CTS per l’anno scolastico 2020-2021.

Sono previste azioni di screening per gli studenti?
L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, il Commissario straordinario e il Ministero dell’Istruzione, sta definendo un piano di screening della popolazione scolastica, con particolare attenzione alla fascia di età 6-12 anni. Le scuole interessate saranno progressivamente individuate in collaborazione fra autorità sanitarie e uffici scolastici.

Lo speciale di Orizzonte Scuola

Rientro a scuola: green pass obbligatorio, mascherina, distanziamento, aerazione, orari. [LO SPECIALE AGGIORNATO]

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