Invito ai Collegi dei Docenti per ridare respiro all’insegnamento della Storia nella scuola primaria

Di Lalla
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Cesp Bologna, Cobas Emilia Romagna – La Bozza delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione è ora resa nota con data 30 maggio 2012 e inviata alle scuole per un parere. Non vogliamo esprimere qui un giudizio sul testo in generale, ma appuntare la nostra attenzione su un passaggio nel curricolo di Storia che, come evidenziato nella stessa forma grafica della sua redazione, mette in rilievo un dubbio della Commissione che ha prodotto il testo. Il brano in questione, a pag. 31, è così formulato:

Cesp Bologna, Cobas Emilia Romagna – La Bozza delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione è ora resa nota con data 30 maggio 2012 e inviata alle scuole per un parere. Non vogliamo esprimere qui un giudizio sul testo in generale, ma appuntare la nostra attenzione su un passaggio nel curricolo di Storia che, come evidenziato nella stessa forma grafica della sua redazione, mette in rilievo un dubbio della Commissione che ha prodotto il testo. Il brano in questione, a pag. 31, è così formulato:

“La ripartizione delle conoscenze storiche per livelli scolastici
La quantità di conoscenze deve essere proporzionata al tempo dell’insegnamento da realizzare, utilizzando soprattutto attività laboratoriali.
Nel quadro orario attuale esse saranno distribuite lungo tutto l’arco del primo ciclo d’istruzione. [Alla scuola primaria sono assegnate quelle che riguardano il periodo compreso dalla comparsa dell’uomo alla tarda antichità; alla scuola secondaria le conoscenze che riguardano il periodo compreso dalla tarda antichità alla fine del XX secolo]. La storia generale nella scuola primaria è deputata a far scoprire agli alunni il mondo storico mediante la costruzione di un sistema di conoscenze riguardanti quadri di civiltà o quadri di società.”

E’ evidente che il periodo compreso nelle parentesi quadre (che qui abbiamo ulteriormente segnalato con il carattere in grassetto) è stato così segnalato per esprimere il mancato accordo tra i membri della commissione e quindi l’implicita richiesta di un parere alle scuole e alle associazioni.

Nel caso che il periodo venisse mantenuto nella versione definitiva, la ripartizione dei contenuti storici assegnata alla primaria verrebbe limitata rigidamente nei termini temporali della tarda antichità.
Qualora il periodo venisse espunto, rimarrebbe nelle Indicazioni un generale accenno alla ripartizione dei contenuti tra primaria e secondaria di secondo grado ma l’effetto sarebbe di lasciare molta più libertà alle maestre e ai maestri della primaria per dispiegare il curricolo fino agli anni più recenti.

Negli ultimi anni a nostro parere la verticalizzazione dei curricoli di storia e geografia ha avuto un effetto mortificante sulla pratica didattica di queste due materie nella scuola primaria. Nella Storia si è manifestata la difficoltà e la scarsa motivazione ad insegnare ed apprendere per mesi lo stesso quadro di civiltà, la perdita della possibilità di affrontare contenuti fondamentali perché collocati fuori dai termini cronologici (ad esempio le rivoluzioni scientifiche, la conquista dell’America e la tratta degli schiavi, le rivoluzioni politiche e industriali, le guerre mondiali e la Resistenza, ecc.), la perdita di importanti collaborazioni con musei del territorio.

Per queste ragioni invitiamo i Collegi dei docenti e gli insegnanti chiamati in questi giorni ad esprimere il loro parere sulla Bozza a chiedere la cancellazione del periodo compreso tra le parentesi quadre:

[Alla scuola primaria sono assegnate quelle che riguardano il periodo compreso dalla comparsa dell’uomo alla tarda antichità; alla scuola secondaria le conoscenze che riguardano il periodo compreso dalla tarda antichità alla fine del XX secolo]

in modo da consentire nuovamente una maggiore libertà di scelta dei termini cronologici su cui sviluppare il curricolo di storia della scuola primaria

Cesp – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Bologna
[email protected]

Cobas – Comitati di Base della Scuola – Emilia Romagna
[email protected]

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