Invertire la tendenza sulla scuola vorrebbe dire investire sull’istruzione, garantire attività di laboratorio, con dotazioni e personale adeguato. Lettera

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L’avvio quest’anno della scuola a settembre si risolve in un pasticcio: ma questo poteva essere immaginato già per tempo. Si sono assommati diritti acquisiti, graduatorie consolidate, promesse e cause giudiziarie. Forse un minimo di programmazione avrebbe attutito i guai. Ma non è questo l’aspetto principale.

Il dato importante e’ che non si è affatto recuperato il taglio imposto alla scuola negli ultimi vent’anni dai governi di diverso colore politico che si sono succeduti.

Hanno – come dicono – “invertito la tendenza”? Invertire davvero la tendenza vorrebbe dire investire sull’istruzione, garantire alle scuole attività di laboratorio, con le dotazioni e il personale adeguato.

Assicurare il recupero delle difficoltà, attraverso interventi di piccolo gruppo. L’Europa nicchia? L’ Europa vive il problema delle periferie degradate (e quindi anche del terrorismo) perché non ha investito a sufficienza nell’istruzione, perché non ha messo i suoi nuovi cittadini a contatto con i valori della democrazia, dei diritti per tutti, dell’emancipazione femminile, dei diritti al lavoro e al reddito.

Una vera “buona scuola” può ripartire dalla qualità dell’istruzione, in un mondo che richiede sempre più teste pensanti.

Lorenzo Picunio

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