Invalsi, online esiti consultazione RAV infanzia: giudicato positivamente dal 90% di scuole

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L’Invalsi ha pubblicato il rapporto sulla consultazione nazionale sul RAV Infanzia, basato sulle risposte delle scuole alle domande dell’apposito questionario.

Nel rapporto si ricorda che il RAV infanzia  s’inquadra nell’ambito delle iniziative collegate a tre innovazioni essenziali, quali le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di Istruzione (MIUR, 2012), il  Regolamento 80/2013 sul Sistema Nazionale di Valutazione e la Buona Scuola, che prevede l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni e il cui schema di decreto è attualmente al vaglio parlamentare.

Riportiamo le evidenze emerse, così come illustrate nel Rapporto:

Hanno risposto alla Consultazione Nazionale 3778 istituzioni principali di scuola dell’infanzia, in rappresentanza di 7624 plessi. Il tasso di compilazione totale è stato del 68,7%

Quasi il 90% delle scuole dell’Infanzia che hanno partecipato all’indagine appartiene a un Istituto  Comprensivo (IC) Statale (51,3%) oppure a scuole paritarie a gestione privata (35%)

Per rispondere al questionario di Consultazione oltre il 50% delle scuole ha condotto una lettura  collegiale del RAV Infanzia e ben il 17% circa ha proceduto ad un primo tentativo di compilazione

Il 34.2% dei rispondenti ritiene che scopo del RAV Infanzia sia migliorare la qualità di tutte le scuole, il 25.7% pensa che lo scopo sia di monitorare il livello della qualità del sistema Scuole Infanzia in generale, mentre il 23,2% che sia di monitorare il livello della qualità delle singole scuole. Non trascurabile la percentuale di scuole (15.8%) che ritiene il RAV Infanzia strumento adatto ad aumentare la visibilità della scuola dell’infanzia nel sistema scolastico e anche all’interno di un IC

Il RAV Infanzia viene percepito come molto e abbastanza collegato strategicamente con alcune innovazioni del sistema scolastico, nell’ordine: Indicazioni Nazionali 2012; PTOF; PdM. Meno evidente il collegamento con rendicontazione sociale, formazione docenti e sistema integrato dei servizi per l’infanzia 0-6

Oltre il 90% delle scuole ha espresso un parere molto o abbastanza positivo in relazione all’organizzazione e all’equilibrio delle parti del RAV Infanzia. Queste percentuali si riscontrano in quasi tutte le sezioni di cui il RAV Infanzia è composto; gli indicatori registrano gradimento inferiore e comunque sono stati apprezzati molto o abbastanza in tutti i loro aspetti da oltre l’83%  delle scuole rispondenti, eccetto quelli dei Risultati a distanza (73,8%), per i quali le scuole  chiedono ulteriori esplicitazioni

Dai commenti qualitativi, emerge in modo inequivocabile una forte esigenza di formazione all’autovalutazione su tutti gli aspetti del RAV Infanzia. I commenti pervenuti dalle scuole chiedono infatti approfondimenti, integrazione di indicatori, esempi concreti, come se ci fosse  un’acuta esigenza di professionalizzazione del settore per comprendere meglio cosa vuol dire promuovere concretamente la qualità in una scuola dell’infanzia.

Alcune scuole chiedono  esplicitamente di essere formate all’autovalutazione. Questa tensione delle scuole verso il miglioramento è una preziosa risorsa di cui tener conto per il prosieguo delle attività INVALSI
in area infanzia

Riguardo alle attuali modalità di autovalutazione, due terzi delle risposte si dividono tra momenti  di riflessione informale tra gli insegnanti (32.5%) e di riflessione formale, ma con strumenti non strutturati (32.9%). Una terza modalità raccoglie circa un quarto delle risposte delle scuole: si tratta dei momenti formali con strumenti strutturati (25,9%)

Il 96,9% delle scuole dichiara di utilizzare strumenti per documentare e valutare i progressi dei  bambini nel passaggio dall’infanzia alla primaria. Tuttavia, per oltre il 58% dei casi si tratta di strumenti autoprodotti e non validati, da cui peraltro le scuole traggono informazioni da  comunicare formalmente sia alle famiglie sia alle scuole primarie di destinazione

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