INVALSI. Divario Nord-Sud? Per il 50% la causa è economico-sociale

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red – Giorno 3 luglio, presso la VII commissione cultura al Senato si è svolta l’audizione dei rappresentanti dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Oggetto dell’audizione in particolare, una rendicontazione della situazione nelle regioni dell’obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata).

red – Giorno 3 luglio, presso la VII commissione cultura al Senato si è svolta l’audizione dei rappresentanti dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Oggetto dell’audizione in particolare, una rendicontazione della situazione nelle regioni dell’obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata).

Secondo quanto riferito da Roberto Ricci , responsabile dell’area 1 (servizio nazionale di valutazione e esame di Stato primo ciclo), circa le possibili cause del divario territoriale, il contesto socio-economico nei risultati delle prove Invalsi influisce per circa un 50%. Alcuni studi dimostrano infatti che, a parità di condizioni socio-economiche, i differenziali si riducono ma non molto oltre la metà.

Lo predichiamo da anni e siamo sicuri che chi di dovere ne ha coscienza: per migliorare i risultati bisogna intervenire sul contesto, interventi mirati solo, ad esempio, sulla formazione dei docenti non possono che avere un risultato parziale sul problema.

Altri elementi dipendono dalle diverse aspettative dei docenti e delle famiglie, la diversa attenzione al sistema educativo, anche da parte degli enti locali, l’elevato turnover dei docenti sull’apprendimento, nonché la disomogeneità nei parametri di giudizio. Elementi che, almeno per una parte di essi, come le aspettative e l’attenzione del sistema educativo, possono essere collegati alla condizioni economico-sociali. Che aspettativa potrà avere mai una famiglia di umili condizioni dalla scuola in una condizione di disoccupazione giovanile e non solo da paese del Sud America? Ed è lo stesso Sestino, commissario straordinario dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), a mettere in evidenza la forte correlazione fra risultati scolastici e background familiare.

Quale la soluzione? Non ce l’aspettiamo certo dal Servizio Nazionale di Valutazione, che non può far altro che "rilevare i fenomeni e offrirli al dibattito politico".

E questo facciamo, divulgare per alimentare il dibattito pubblico. Ci viene in mente il Ministro di un passato Governo, che dopo i risultati delle prove Invalsi, avviò un programma di formazione dei docenti del Sud, mentre con l’altra mano, lo stesso Governo, toglieva fondi strutturali alla stessa area geografica ed emanava leggi che ne intaccavano il già provato tessuto economico.

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