Invalsi, confronto con i dirigenti scolastici sullo svolgimento delle prove CBT. Criticità e punti di forza

di redazione
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Il 29 maggio u.s., si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle associazioni dei dirigenti scolastici e i responsabili dell’INVALSI per un confronto sulla realizzazione delle prove computer based. 

Le prove CBT, com’è noto, si sono svolte nelle classi terze della scuola secondaria di primo grado e nelle seconde della scuola secondaria di secondo grado.

Ecco quanto riferito dall’ANP

Sono state esaminate le principali criticità manifestatesi durante lo svolgimento delle prove e l’INVALSI si è impegnato a migliorare l’organizzazione preventiva per prevenire le problematiche che, come spesso accade, sono destinate a riversarsi sui dirigenti scolastici.

Il confronto ha avuto anche natura concettuale, con particolare riferimento al Q10 della quinta classe primaria che – successivamente alle polemiche suscitate – aveva meritato una specifica nota di chiarimenti dell’INVALSI lo scorso 23 maggio. Secondo l’ANP, il monitoraggio delle aspettative degli studenti deve essere effettuato attraverso domande aperte che siano quanto più possibile neutre dal punto di vista dei contenuti educativi e dei significati valoriali.
Nel complesso, l’effettuazione delle prove CBT costituisce un significativo passo in avanti nella crescita del sistema scolastico in quanto mette a disposizione delle singole istituzioni scolastiche uno strumento diagnostico oggettivo che non richiede ai docenti un ulteriore lavoro.

L’ANP ha ribadito che, per il prossimo anno, l’INVALSI deve pianificare il rilevamento censuario con il dovuto anticipo, puntando all’azzeramento delle difficoltà tecniche e organizzative che, in alcuni casi, hanno reso difficoltoso lo svolgimento delle prove di quest’anno.

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