Invalsi alla maturità, Rete Studenti: abbiamo ribadito il nostro NO in audizione

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Apprendiamo di un’intervista rilasciata dalla presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello sul Sole24 Ore di oggi. Nell’intervista la presidente spiega le modalità del test che, se la delega sulla valutazione dovesse essere approvata nella sua interezza, sarà il test per le studentesse e gli studenti che frequentano l’ultimo anno di scuola superiore.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara:” Sin da quando abbiamo potuto visionare il testo del decreto 384, riguardante la riforma dell’Esame di Stato del secondo ciclo, ci siamo espressi in maniera fortemente contraria all’utilizzo del Test Invalsi come criterio obbligatorio per l’ammissione dei candidati alla Maturità. Questo perché, come abbiamo potuto spiegare anche ieri durante l’audizione di fronte alla VII Commissione della Camera dei Deputati, il test Invalsi nasce come strumento di valutazione di sistema e non possiede dunque alcun tipo di requisito utile alla valutazione individuale dello studente, inoltre andando ad affiancare il risultato a quello dell’Esame si va a perdere uno dei requisiti fondamentali del Test: l’anonimato. Crediamo infatti che la valutazione di uno studente non possa basarsi sul risultato di un test a crocette ma debba tenere conto delle competenze acquisite durante tutto l’anno, dei miglioramenti fatti da ogni singolo studente e delle peculiarità e inclinazioni soggettive di cui ognuno di noi è caratterizzato.”

“Nell’intervista si parla di “Fornire alle famiglie e studenti, a partire dai nuclei meno abbienti, informazioni oggettive dei livelli raggiunti, utili per il successivo studio universitario o per l’eventuale ingresso nel mondo del lavoro, sia in Italia che all’Estero” – Continua Manfreda-“ Ma da quando lo strumento del Test invalsi è stato introdotto come strumento di Valutazione di Sistema nulla è cambiato a livello di valutazione e di didattica nella scuola pubblica. L’utilizzo di una didattica alternativa ed innovativa rimane ancora iniziativa dei singoli docenti o delle singole istituzioni scolastiche e per questo crediamo che anche in questo senso le modalità di somministrazione e organizzazione del Test debbano essere ripensate. Non si tiene poi conto che molto spesso proprio quegli studenti provenienti dalle fasce più deboli della società, di cui si parla assolutamente a sproposito nell’intervista, sono quei soggetti che più difficilmente riescono a raggiungere una valutazione sufficiente a causa dei molteplici problemi familiari e di condizione economico-sociale, svalutare in questo modo l’esame di stato , permettendo al mondo della formazione e del lavoro di basarsi sul risultato del test invalsi è estremamente dannoso, per tutti gli studenti e soprattutto per quelli in situazioni particolari sopracitate. In ultima istanza rimaniamo molto perplessi sulla possibile introduzione di quesiti sull’educazione Finanziaria, sintomo di un’ostentata miopia nei confronti delle necessità degli studenti in fatto di valutazione”
Continueremo a portare avanti la nostra battaglia affinché questo strumento venga eliminato dai criteri obbligatori di ammissione all’Esame di Stato, porteremo le nostre proposte e le nostre criticità anche alle audizioni di Martedì 7 Febbraio al Senato.

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