Invalidità e disabilità: questione di lana caprina. Lettera

di redazione
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Inviato da Gaetano Ferraro – Per ottenere la precedenza nel trasferimento, un docente deve documentare il suo grado di invalidità unitamente allo stato di disabilità .

Pertanto, non è più sufficiente il solo certificato di invalidità che garantisce tuttora la precedenza nella scelta della sede (legge 68/99), occorre anche la dichiarazione di disabilità che si procura seguendo una lunga e complessa procedura analoga a quella dell’accertamento dell’invalidità.

Il guazzabuglio di lana caprina nasce dal fatto che l’invalidità sembra essere qualcosa di diverso dalla disabilità in quanto l’invalidità abbia a che fare con la riduzione della capacità lavorativa,dovuta ad una minorazione, mentre la disabilità riguarda più il ”processo di svantaggio sociale e di emarginazione” conseguente alla minorazione stessa. Tradotto: significa che due docenti, uno dichiarato invalido e l’altro disabile, entrambi affetti dal morbo di Crohn o da cecità parziale con il medesimo grado di invalidità vengono trattati in modo discriminatorio concedendo solo al secondo il beneficio della precedenza , mentre la minorazione dell’altro collega è considerata quasi un gaudioso valore aggiunto, privo di disagi personali e sociali; e… per questo suo stato di quasi normale beatitudine il povero disgraziato può percorrere ogni giorno con la sua macchina i 63 km che separano la sua casa dalla scuola.

Come se il suo “svantaggio di invalido” non fosse già compreso nella “re ipsa” invalidante accertata e documentata dalla commissione di competenza. Perciò, La pretesa di essere sottoposto al giudizio della commissione dell’art.4 della 104/92 (che peraltro differisce dalla sua omologa per l’invalidità solo per la presenza di un assistente sociale che in buona sostanza agisce per i casi di handicap intellettivo e psicofisico bisognosi di assistenza e/o di percorsi educativi di sostegno) appare, oltre una mortificazione della dignità degli invalidi, un inutile atto di burocrazia perditempo.

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