Invalidi, inabili e portatori di handicap. Un importante documento della FISH

di redazione
ipsef

di A. Lalomia – Dal portale della FISH -www.fishonlus.it/- si può scaricare liberamente un testo curato dalla stessa Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, dal titolo molto eloquente: “Raccontiamola giusta. Fatti, dati e cifre sulle persone con disabilità in Italia” .

di A. Lalomia – Dal portale della FISH -www.fishonlus.it/- si può scaricare liberamente un testo curato dalla stessa Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, dal titolo molto eloquente: “Raccontiamola giusta. Fatti, dati e cifre sulle persone con disabilità in Italia” .

Si tratta di un’iniziativa particolarmente importante, visti i luoghi comuni che continuano a circolare impunemente in questo settore -complice anche il modo spregiudicato o pittoresco adottato da certi media per presentare la situazione, facendo credere che l’Italia sia il Paese dei falsi invalidi- e alla luce anche della serie di controlli previsti dalla Finanziaria, che hanno contribuito ad amplificare i sospetti di una parte dell’opinione pubblica nei confronti di invalidi, disabili, portatori di handicap e di chi beneficia della Legge 104/92.

È bene che si sappiano certi dati; anzi, è bene che vengano divulgati in modo quanto più ampio possibile, per far conoscere le bugie che sono state dette e continuano ad essere dette.

Con il lavoro meritorio della FISH, viene spazzata via tutta una serie di menzogne, di banalità e di semplificazioni che fanno apparire invalidi, inabili e portatori di handicap dei fannulloni, dei parassiti, gente che non ha voglia di lavorare, che approfitta della generosità dello Stato e che comunque rappresenta un freno per lo sviluppo del Paese (1) .

Con un linguaggio semplice, sobrio e preciso -degno del miglior giornalismo anglosassone- viene fornita una mole imponente di informazioni, senza commenti o giudizi. Sono i fatti a parlare, e chi vuole intendere non ha certo difficoltà a capire, viste la chiarezza e la linearità con cui i vari temi sono esposti.

Non solo: ma l’intera documentazione proviene da fonti ufficiali (a partire dal MEF, dall’INPS e dall’ISTAT) e quindi non si presta a contestazioni (2) .

La prima verità che emerge dal lavoro della FISH è che l’Italia spende, per gli invalidi civili, sedici miliardi di €. Chi parla male di queste persone, considera la cifra insostenibile, ma non precisa mai che la somma corrisponde ad appena l’ 1 % circa del PIL, vale a dire a meno della media UE (2 %) e che si colloca ad una quota decisamente inferiore non soltanto rispetto a paesi più ricchi e tradizionalmente all’avanguardia in campo assistenziale -come la Svezia, la Danimarca, l’Olanda e il Regno Unito-, ma anche a stati meno avanzati economicamente -come l’Ungheria (2,1 %) e la Slovenia (1,9 %)-.

Insomma, l’Italia, in questo settore, si trova agli ultimi posti.

Se si va a vedere poi l’importo del famoso assegno mensile o delle mitiche pensioni (attribuibili peraltro soltanto a chi rientra in certi parametri reddituali e di altro tipo), c’è da arrossire dalla vergogna.

Basti pensare che a coloro i quali hanno un grado di invalidità compreso tra il 74 % e il 99 % (quasi 274.000 persone) viene corrisposto (nel rispetto sempre dei limiti reddituali e di altri vincoli) un assegno mensile di 256,67 €, una somma identica alla pensione assegnata agli invalidi civili al 100 %.

Questo significa che chi riceve queste provvidenze dovrebbe vivere con 9,14 € al giorno.

Né si può affermare che l’ indennità di accompagnamento -concessa soltanto agli invalidi civili totali che non sono in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza l’aiuto di un assistente e a condizione che non siano ricoverati in una struttura pubblica (quasi 1.600.000 pazienti, di cui almeno due terzi sopra i sessantacinque anni)-, migliori più di tanto la condizione degli interessati: tale indennità è infatti di 480,00 € mensili, a fronte dei circa 2.000,00 € mensili necessari per una badante.

Ripeto: sono cifre di cui vergognarsi. Se non fossero aiutate dai familiari o dagli amici, queste persone sarebbero costrette a chiedere l’elemosina per strada (ammesso che riescano a spostarsi da casa) e non potrebbero neppure acquistare i farmaci di cui hanno bisogno. In proposito, vale la pena ricordare che il 62,2 % dei disabili è colpito da tre o più patologie croniche e quasi il 60 % deve lottare contro almeno una malattia cronica grave.

In media i disabili assumono quotidianamente quattro medicine diverse.

Ancora più drammatico è il quadro se si prendono in esame le famiglie con almeno un disabile che non ricevono alcuna forma di aiuto, pubblico o privato che sia: rappresentano ben il 57,3 % (isole) e il 53,7 % (sud).

Il dato sale all’ 80 % se si considerano solo le famiglie che non usufruiscono di alcuna assistenza pubblica.

Gli stanziamenti riservati al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali sono scesi, negli ultimi anni, ad un ritmo impressionante: da circa 1,5 miliardi di € del 2008, si è passati a 1,355 miliardi del 2009 e a 1,070 miliardi nel 2010.

Per il 2011 sono previsti solo 960 milioni di € .

Un’altra notizia di rilievo che ci fornisce la ricerca è quella secondo cui la metà dei disabili italiani ha più di 80 anni, un’età, cioè, difficilmente compatibile con un’esperienza lavorativa, con buona pace di quanti sostengono che le provvidenze economiche erogate dall’INPS in questo campo costituiscono una specie di indennità di disoccupazione per i fannulloni, i quali preferiscono farsi mantenere dallo Stato, piuttosto che cercarsi un lavoro.

Infine, i dati relativi alle cause civili pendenti in materia di invalidità: ben 350.000. Una gigantesca macchina giudiziaria che alimenta un giro d’affari di circa due miliardi di €.

Raccontiamola giusta. Fatti, dati e cifre sulle persone con disabilità in Italia

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Note

(1) È molto triste constatare che autorevoli esponenti politici considerano
la presenza di invalidi, inabili e portatori di handicap come un ostacolo per il pieno
sviluppo economico del Paese, come una zavorra che gli impedisce di reggere
il confronto con altre realtà economiche a livello europeo e planetario.
In fondo, però, è la conferma di quanto ho sostenuto in alcuni lavori dedicati al tema
e soprattutto in “Legge 104-92. La realtà dietro le mistificazioni”, pubblicato
il 9-12-09 su www.orizzontescuola.it/ (http://www.orizzontescuola.it/node/1843)
e ripreso da altri portali e siti e “Legge 104-92. I misteri rimangono.”, apparso
il 14-04-10 su www.orizzontescuola.it/ (http://www.orizzontescuola.it/node/6030/) .
Qui vorrei comunque aggiungere che chi continua a considerare gli invalidi
come un peso per la società, non sa forse quanto possano dimostrarsi superiori
ai cosiddetti ‘sani’.

(2) Naturalmente, però, anche questa volta ci saranno coloro i quali non vorranno
arrendersi di fronte all’evidenza delle cifre e continueranno a sostenere che si spende troppo, anche perché ci sono “troppi furbi”.

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