Invadenza genitori, si supera promuovendo autentica collaborazione tra scuola e famiglia. Lettera

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Inviato da Prof.ssa Giuliana Ammannati.* – Il fenomeno crescente dei genitori che vogliono mettere becco in ambito didattico va arginato con una costruttiva collaborazione tra scuola e famiglia, nella piena consapevolezza del ruolo docente e di quello genitoriale.

Bisogna uscire da certe invadenze, con chiari e validi confini e con modi assertivi che permettano ai docenti di essere considerati autorevoli nel loro ruolo educativo e nella loro scelta didattica.

Occorre, quindi, evitare che si creino schieramenti dannosi che attuano divisione tra le due istituzioni e invalidano la fiducia reciproca che si rende necessaria, sia per gli apprendimenti, sia per la crescita e la formazione di ogni studente.

Il genitore che si schiera dalla parte del figlio, ascoltandone le lamentele, forse non lo ascolta veramente nei suoi bisogni di aiuto e di crescita.

Solo abbattendo gli schieramenti tra le due istituzioni si motiva un clima collaborativo e funzionale ai rapporti e agli apprendimenti.

Bisogna eliminare il pregiudizio delle materie di serie A e di serie B, far comprendere che ogni disciplina, finalizzata alla crescita personale, non va affatto sminuita, ma valorizzata e considerata importante.

Il docente empatico, adottando modi assertivi e autorevoli, necessari allo svolgimento del suo ruolo e della sua azione, ha bisogno anche di delineare chiari confini che contribuiscano anche a riequilibrare alcuni modi di gestire i rapporti scuola e famiglia, eliminando ingerenze e eccessive confidenze.

I genitori andrebbero aiutati ad uscire da alcune dinamiche che li rendono, spesso, complici dei loro figli, assumendo un ruolo amicale e non idoneo al vero ascolto.

Sarebbe utile, a inizio di ogni anno scolastico, fare un incontro tra docenti e genitori per mettere chiarezza su alcuni punti fondamentali e stabilire insieme le linee guida da seguire, per prevenire incomprensioni e, con una comunicazione efficace, abbattere le barriere ai fini di una fattiva collaborazione anche tra alunni e docenti.

*Pedagogista clinico Anpec e formatrice.

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