Intolleranza contro i più deboli, Mattarella e Conte siano garanti dei diritti inviolabili dell’uomo

di redazione
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Il linguaggio e la cultura sembrano non avere più alcun ruolo nella politica, che sta smarrendo il senso alto e nobile contenuto nel termine, città e bene comune e che già Tucidide vedeva come la possibilità di una dignità umana che si rafforzava tanto più la comunità civile fosse capace di ospitalità.

La storia, che da sempre deve costituire una memoria collettiva e un collante su cui costruire un futuro di promozione umana e di sviluppo democratico sempre più deciso e consapevole, sembra declinare in uno smarrimento e in una sconvolgente ubriacatura di intolleranza.

La Costituzione, che deve essere un faro, levato alto, per la costruzione di una civiltà basata sulla cooperazione, sulla solidarietà, sul superamento dei nazionalismi che tanto dolore hanno portato nel secolo scorso (si veda il manifesto di Ventotene), viene troppo spesso offesa e violata.

Assistiamo a una continua esplosione di violenza razzista e intollerante contro chi è più fragile e chi fa più fatica a vivere, che ferisce la nuda vita, che insidia la libertà di pensiero e di espressione, che stravolge l’agire comunicativo e l’etica del discorso, nonché la dialettica propria del dibattito democratico.

Per questo motivo noi che siamo chiamati a curare nei giovani la formazione umana e l’educazione a una cittadinanza consapevole, chiediamo che il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio si facciano garanti dei diritti inviolabili legati al rispetto della dignità umana e alla solidarietà con chi è più vulnerabile, a livello civile, economico, politico.

Chiediamo che anche il Ministro della Pubblica Istruzione si faccia garante di questa istanza altamente pedagogica senza la quale la scuola non avrebbe la sua ragione di essere in quanto insostituibile fondamento di democrazia.

Seguono firme 53 docenti

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