Intesa Governo-sindacati, in una notte affondato il principio meritocratico. Lettera

ipsef

item-thumbnail

Inviato da Marilena Bogazzi – Con l’accordo notturno il ministro Bussetti ha deciso di affossare in solo colpo la scuola italiana e il principio costituzionale di lavoro pubblico.

Nel nostro ordinamento, come in ogni democrazia, vige il principio della selezione tramite concorso pubblico per poter essere assunti in incarichi pubblici: questo principio è meritocratico e ha come base il fatto che il lavoro pubblico debba essere a servizio della collettività , per il suo massimo benessere. Questo è vero in tutte le pubbliche amministrazioni, ma ancora di più per la scuola e l’istruzione; la scuola è il luogo cardine dove si formano i ragazzi che saranno il futuro dell’umanità, è indispensabile che la scuola sia un efficiente laboratorio di vita e che a formare gli studenti vi siano insegnanti preparati, selezionati e che per primi abbiano formato se stessi e che siano pronti a fornire oltre l’insegnamento anche il buon esempio.

Il concorso pubblico attraverso la verifica delle conoscenze, delle competenze, delle abilità e della formazione mira a selezionare fra i vari concorrenti chi risponde meglio a questi requisiti e dunque possa essere più idoneo alla formazione degli studenti nell’ottica appena descritta.

Questa notte il Ministro Bussetti, e con lui il governo e i sindacati presenti, hanno cancellato questo principio: in questa triste notte è stato infatti ipotizzato che gli insegnanti di terza fascia (per chi non è del settore scuola ricordo che per stare in terza fascia NON c’è alcuna selezione, alcun merito nè si è passato alcun concorso: la terza fascia è -in sintesi- una lista di supplenti non abilitati a cui si ricorre per supplenze temporanee dopo che sono terminati i docenti abilitati cioè quelli che hanno passato concorsi e selezioni e che hanno frequentato corsi atti a renderli docenti come i TFA) possano accedere in via preferenziale ai concorsi (a loro è riservato pare quasi la metà dei posti disponibili) oppure l’accesso non selettivo ad un corso che li renderà abilitati.

Entrambe le posizioni sono lesive dei principi costituzionali, in quanto:

-in caso di posti riservati su principi che non riguardano il merito (perchè stare in terza fascia NON è un merito) si lede il principio della parità di accesso; perchè se un neo laureato fa una prova eccellente prendendo una votazione massima dovrebbe essere escluso dal concorso perchè una persona di terza fascia -che ha fatto una prova peggiore- ha diritto alla riserva?

I docenti in terza fascia rispondono “perché deve essere valutato il servizio” ma mi si permetta di rispondere: se il tuo servizio ti ha reso più competente, perché hai fatto una prova peggiore? E perché temi di gareggiare con un neolaurato? Se sei più competente nel concorso puoi dimostrarlo.

E’ giusto che il servizio sia valutato, ma questo può essere fatto ad esempio dando un certo punteggio agli anni di servizio ma sicuramente non facendone un criterio selettivo.

-nel caso di percorsi (tipo PAS) non selettivi si andrebbe a ledere veramente il principio di pubblica selezione perché non ci sarebbe alcuna selezione in ingresso, nessun merito valido, nessuna competenza da dimostrare e nessuna conoscenza utile. Non si avrebbe nessuna garanzia che il docente che arrivi al termine del percorso sia veramente in grado di ricoprire quel ruolo. E’ veramente questa la scuola che vogliamo offrire ai nostri ragazzi? Vi fidereste a farvi operare da un medico che è in ospedale perchè ha fatto un corso per il quale non è stato selezionato?

Inoltre questo sarebbe veramente ingiusto nei confronti dei docenti di prima e seconda fascia che per poter accedere a questi corsi (TFA) hanno dovuto superare: prova preseletiva, prova scritta e orale e durante il corso aver superato 8 esami più la tesi finale e al termine di questo percorso molto faticoso hanno dovuto superare e vincere un concorso pubblico.

Ma l’ingiustizia peggiore sarebbe per gli studenti, perché scopo della scuola è essere un ente di formazione non un agenzia di collocamento!

Mi auguro che il Ministro, e con lui tutto il governo e i sindacati, riflettano veramente e con coscienza su quale futuro dare ai nostri studenti e alle nostre studentesse; solo docenti preparati e formati possono dare loro strumenti chiave per aprire le loro menti e aiutarli nella crescita, nella consapevolezza e nell’apprendimento.

Insegniamo quotidianamente ai nostri ragazzi che si devono impegnare per migliorare e apprendere, e poi come insegnanti si cercano scorciatoie e mezzucci politici che non valutano il merito.

Sono rimasta veramente delusa da questa mossa politica e sono basita perché mai avrei pensato che in un paese democratico (in cui oggi si festeggia la liberazione) potesse ipotizzare manovre del genere.

Mi auguro, e con me molti docenti, che ci sia un ripensamento e si pensi -per una volta- al bene del Paese, della scuola, della formazione, dei docenti e sopratutto degli studenti.

*Docente (precaria) di Filosofia e Scienze Umane

Versione stampabile
anief banner
soloformazione