Intesa Governo-sindacati e aumenti stipendio, Granato (M5S) poco fiduciosa: Dove sono i soldi?

di redazione
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L’accordo raggiunto tra Governo e Sindacati su regionalizzazione, contratto, stipendi, personale ATA e stabilizzazione precari soddisfa tutte le parte in causa, almeno al momento, ma c’è qualche esponente del Movimento 5 Stelle che ha idee diverse in merito, soprattutto riguardo all’aumento delle retribuzione.

Aumenti stipendiali, stabilizzazione precari, regionalizzazione: accordo tra Governo e sindacati. [SCARICA IL TESTO UFFICIALE]

Punti principali dell’accordo

  • Più risorse per il prossimo rinnovo contrattuale, per garantire stipendi adeguati agli insegnanti.
  • Soluzioni mirate per il precariato: chi insegna da più di 36 mesi avrà percorsi dedicati per l’immissione in ruolo.
  • Mantenimento dello stato giuridico del personale della scuola in relazione alla regionalizzazione.

Aumento stipendi

Per quanto riguarda l’aumento degli stipendi del personale della scuola, Il Governo si è impegnato a reperire risorse  per il triennio 2019-21, al fine di recuperare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi dell’intero comparto.

Entro il triennio 2019/21, inoltre, l’obiettivo è di allineare progressivamente gli stipendi dei docenti italiani a quelli dei colleghi europei.

I soldi dove sono?

La domanda è posta dalla senatrice del M5S Bianca Laura Granata, la quale evidenzia che nel DEF soldi non ne sono stanziati. Questo quanto scrive su FB:

Caro Bussetti, tu vuoi evitare lo sciopero del 17 maggio contro le autonomie differenziate e prometti aumenti di stipendio, ma i soldi nel DEF dove sono? Dopo le Europee come finirà? E questa bella parata di sindacalisti due domande se le sono fatte?
Vi terremo #ilfiatosulcollo

La Granato, come sopra riportato, sembra in pratica non credere all’accordo stipulato, frutto della volontà di evitare lo sciopero, e si chiede cosa succederà dopo le Europee.

La Senatrice, infine, chiama in causa i sindacati chiedendo se gli stessi non hanno avuto alcun dubbio, ossia se non si sono posti “due domande”.

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