Interruzione della didattica in presenza nelle scuole superiori, la Dad è la migliore soluzione anche per la continuità didattica

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Interruzione della didattica in presenza nelle scuole superiori e prosecuzione con la Dad (Didattica a distanza). E’ la più efficace  per ridurre le criticità del sovraffollamento sui trasporti pubblici . E’ anche la più adeguata  per risolvere la questione legata al  profilo del “ricovero ospedaliero” per il docente . Potrebbe essere attuata anche in caso di possibili e più difficili scenari.

Interruzione della didattica in presenza nelle scuole superiori

Interruzione della didattica in presenza nelle scuole superiori (ultimi due anni?) e prosecuzione delle attività con Dad. Il Governo ha deciso diversamente. A parere di chi scrive, però resta  la migliore risposta  per contenere l’aumento dei contagi, dovuto anche sovraffollamento dei mezzi pubblici. Nelle prossime settimane, purtroppo i contagi  aumenteranno, considerando che siamo ancora in autunno e fra non molto entreremo nella stagione invernale. Se non si vuole tornare alla situazione di febbraio-marzo, occorre agire rapidamente. E’ in tal senso che bisogna leggere la possibilità di tornare alla Dad, sponsorizzata anche da alcuni Presidenti di regione, ma non accolta dal Governo.
Sette mesi fa la scuola decise di esser-ci con la didattica a distanza, sicuramente poco organizzata e strutturata, ma che ha permesso al sistema formativo di seguire molti ragazzi. Si poteva fare meglio, ma la pandemia ha colto tutti di sorpresa.

Ora la scuola è preparata

Ora in previsione di un ritorno più deciso del Coronavirus nel semestre freddo, il governo ha emanato un Decreto (agosto 2020) recante “Adozione delle Linee guida sulla Didattica digitale integrata”, che non esclude  il ritorno alla Dad” da parte di tutte le istituzioni scolastiche di qualsiasi grado, qualora emergessero necessità di contenimento del contagio, nonché qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti. .”
Il decreto ha il merito di aver definito il quadro di riferimento normativo, l’organizzazione, il regolamento, le metodologie, la valutazione, la privacy e i rapporti scuola-famiglia. In attuazione del diritto allo studio sostanziale (art. 3 comma 2 Costituzione), risulta interessante il paragrafo dedicato agli “alunni con bisogni educativi speciali“. Ovviamente la cornice avrà bisogno di un quadro, compito demandato alle singole istituzioni. Nello specifico “il Collegio docenti è chiamato a fissare criteri e modalità per erogare didattica digitale integrata, adattando la progettazione dell’attività educativa e didattica in presenza alla modalità a distanza, anche in modalità complementare, affinché la proposta didattica del singolo docente si inserisca in una cornice pedagogica e metodologica condivisa, che garantisca omogeneità all’offerta formativa dell’istituzione scolastica. Al team dei docenti e ai consigli di classe è affidato il compito di rimodulare le progettazioni didattiche individuando i contenuti essenziali delle discipline, i nodi interdisciplinari, gli apporti dei contesti non formali e informali all’apprendimento, al  fine di porre gli alunni, pur a distanza, al centro del processo di insegnamento-apprendimento per sviluppare quanto più possibile autonomia e responsabilità “

La didattica a distanza e una questione non risolta. La soluzione

Tralasciando la riflessione sulla Did (Didattica integrata digitale), esiste un problema sull’attuazione della Dad. In caso di messa in quarantena della classe e dei docenti interessati, per quest’ultimi l’assenza è configurata come “ricovero ospedaliero“, consentendo loro di essere esonerati dalla decurtazione del Decreto Legge n. 112/2008 (Decreto-Brunetta). Questo profilo trova la sua conferma nella Legge 27/20 che ha tradotto in norma definitiva il D.L. 18/20 e  che equipara il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero”

Ne consegue che il docente titolare non è tenuto a svolgere alcuna attività didattica, compromettendo di conseguenza l’esser-ci della scuola in caso di quarantena.
Attualmente quanti sono i docenti coivolti nelle quarantene? Certamente sono in  numero maggiore rispetto ai contagiati certificati, che un recente monitoraggio del Mi sull’incremento dei casi positivi nelle scuole (23 settembre-10 ottobre) ha fissato in 5793. Ne consegue il pericolo di bloccare l’attività didattica per le frequenti quarantene.

Nel corso dell’anno scolastico qualche esperto ha stimato almeno cinque  quarantene per gruppo-classe. Si rischia quindi di avere la scuola formalmente aperta, ma con aule a vari gradi vuote.
L’adozione della Dad, quindi  ha  un indiscutibile vantaggio : favorire la presenza del docente, che risulterebbe a tutti gli effetti in servizio, garantendo in questo modo la necessaria continuità didattica.
Inoltre il ritorno alla Dad e l’ulteriore sua sperimentazione, meglio strutturata grazie alle linee guida, potrebbe fornire qualche ulteriore spunto per le scuole secondarie di primo grado e per le primarie, qualora il quadro sanitario dovesse peggiorare. Scenario presentato a giugno dalla Ministra Azzolina, quando ha ipotizzato il ritorno alla Dad per  tutti gli ordini di scuola in caso di nuova pandemia. In questo non sperabile caso, la scuola potrebbe continuare ad essere presente in modo più strutturato e organizzato. E non è poco se si pensa ai nostri ragazzi!

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