Interrogazioni e verifiche a raffica: docenti e studenti alle prese con la fine dell’anno scolastico

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Manca meno di un mese alla fine della scuola e dopo il rientro in presenza per gli studenti è aumentato il carico di lavoro in vista della chiusura dell’anno scolastico.

Su Il Fatto Quotidiano, articolo a cura di Mauro Sandini, che porta alla luce la testimonianza di una docente, Luisa, pubblicata su Facebook.

“Molti colleghi, presi dal programma da seguire a tutti costi, appena rientrati in presenza hanno iniziato a fissare interrogazioni e verifiche a raffica”, scrive la docente che poi porta alla luce un caso concreto: “Ieri entro in una mia classe: per la lezione successiva avevamo la verifica (fissata da tre settimane). I ragazzi mi implorano di non farla. “Perché?” chiedo. “Prof questa settimana abbiamo otto verifiche (!!!) senza contare le interrogazioni”. Guardo in agenda sul registro elettronico, è vero… resto agghiacciata. E comincia uno sfogo a valanga”.

Poi aggiunge: “I ragazzi sono stremati, dicono che (giustamente) se hanno tutte queste verifiche, cosa imparano? Niente, perché non hanno neanche il tempo di fissare le cose. Giusto. La tensione cresce finché il più bravo della classe, urla tremante: “Questa non è scuola, io così non posso andare avanti”. Non servono commenti. Lo mando in bagno a sciacquarsi la faccia e lo rassicuro che così non continuerà. Anche se dentro di me so che non è così”.

Tutto questo arriva dopo la clamorosa protesta degli studenti del Liceo classico “Manzoni” di Milano che hanno occupato il cortile della scuola in segno di protesta. Non si tratta di un caso isolato: altri movimenti studenteschi in altre scuole hanno lamentato gli stessi problemi, ovvero l’eccessiva quantità di interrogazioni che gli studenti sono tenuti a sostenere da quando è finita la didattica a distanza per le scuole superiori. D’altro canto però durante la didattica digitale non è stato sempre facile proporre interrogazioni e verifiche a distanza in molte occasioni.

Raffica di interrogazioni e verifiche dopo la didattica a distanza. Gli studenti protestano: “Siamo stanchi”

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