Interrogazione parlamentare sulle modifiche alla classe di concorso di filosofia

di
ipsef

L’On. Goisis (LN), ha presentato una interrogazione parlamentare relativa alla modifica dello schema di regolamento sulle classi di concorso, in relazione all’insegnamento della filosofia.

L’On. Goisis (LN), ha presentato una interrogazione parlamentare relativa alla modifica dello schema di regolamento sulle classi di concorso, in relazione all’insegnamento della filosofia.

Il testo dell’interrogazione

– Per sapere – premesso che:

da diversi anni nelle scuole italiane l’insegnamento di filosofia viene affidato a due classi di concorso, la 36/A (filosofia, psicologia e scienze dell’educazione) e la 37/A (storia e filosofia). Mentre nel liceo classico e nel liceo scientifico tradizionale questo insegnamento è solitamente attribuito alla 37/A, in tutti gli altri licei è assegnato sia alla 36/A sia alla 37/A, con una netta prevalenza della 36/A in tutti gli istituti ex-magistrali, in due terzi dei licei scientifici tecnologici (divenuti ora «opzione scienze applicate»), in molti licei artistici e linguistici e in tutte le sperimentazioni Brocca che hanno introdotto la filosofia negli istituti tecnici (cancellate dall’attuale riforma);

le predette due abilitazioni, rispetto all’insegnamento di filosofia, risultano assolutamente equivalenti. Infatti, dal punto di vista dei titoli riconosciuti:

a) il numero minimo di esami universitari di filosofia per accedere ad entrambe le classi di concorso è sempre stato identico;

b) il concorso a cattedre per le due classi di concorso ha sempre previsto la medesima prova di filosofia;

c) nell’esame di ammissione alla SSIS veniva proposta la stessa prova di filosofia;

d) il percorso abilitante SSIS, per quanto riguarda la filosofia, è sempre stato identico;

anche dal punto di vista culturale le due classi di concorso possono vantare le medesime credenziali rispetto al diritto ad accedere all’insegnamento della filosofia. Se, infatti, la filosofia intrattiene delle indubbie relazioni con la storia, rapporti altrettanto significativi collegano la filosofia al campo delle scienze umane. Non è un caso, ad esempio, che importanti sociologi (come Comte, Spencer, Marx e Weber), psicologi (come Freud o James) e pedagogisti (come Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, Locke e Rousseau, Dewey e molti altri) figurino in tutti i manuali di storia della filosofia. Sarebbe dunque assurdo considerare l’associazione «storia e filosofia» come dotata di maggior valore culturale rispetto a quella «filosofia e scienze umane», peraltro dominante nel resto d’Europa;

il nuovo schema di regolamento delle classi di concorso negando questa evidente equivalenza sia giuridica che culturale e negando al contempo l’attuale distribuzione delle cattedre di filosofia, intende progressivamente strappare ai docenti della ex-36/A («Filosofia e scienze umane») il diritto a continuare ad insegnare questa disciplina in moltissimi licei, indicandola come classe «ad esaurimento» a vantaggio della 37/A;

tale operazione appare priva di senso, sia perché misconosce un titolo che lo Stato ha già riconosciuto sia perché porta ad inevitabili conseguenze negative dal punto di vista didattico ed organizzativo in quanto:

a) il consistente taglio di cattedre operato ai danni della 36/A, sottraendole gradualmente l’insegnamento di filosofia nei licei linguistici, artistici e scientifico-tecnologici a vantaggio della 37/A, farà perdere ai nostri studenti molti docenti di ruolo e non di ruolo della 36/A già formati e con numerosi anni di esperienza alle spalle, nonostante essi abbiano tutti i titoli necessari per l’insegnamento di filosofia, per assumere invece al loro posto nuovi abilitati nella 37/A, con un punteggio complessivo minore, quindi con titoli culturali o esperienza didattica inferiori;

b) questa decisione colpisce una classe di concorso già duramente provata dal forte ridimensionamento delle scienze umane e dalla cancellazione dell’insegnamento di psicologia della comunicazione in alcuni indirizzi professionali, creando seri problemi di esubero nel personale di ruolo e la perdita del posto di lavoro per tutti i docenti a tempo determinato abilitati nella 36/A, anche quelli con numerosi anni di servizio;

il nuovo schema di regolamento, contravvenendo, ad avviso dell’interrogante, all’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008 che chiedeva di razionalizzare l’uso del personale docente riducendo il numero delle classi di concorso attraverso l’accorpamento di classi simili, prevede invece la creazione di una nuova classe di concorso, denominata «teorie e tecniche della comunicazione» (A-64), a cui vengono attribuiti gli insegnamenti di «teorie della comunicazione», «tecniche della comunicazione», «scienze umane e sociali» e «psicologia generale e applicata», tutte discipline già assegnate alla 36/A (rinominata nel nuovo regolamento A-18);

tale scelta appare all’interrogante evidentemente irrazionale:

a) sia dal punto di vista didattico, in quanto inserisce nella scuola docenti con una preparazione eccessivamente settoriale, poco adatta al tipo di insegnamento che dovranno impartire;

b) sia dal punto di vista logistico, in quanto crea un mero doppione della 36/A (ora rinominata A-18), rendendo più complessa la gestione dell’organico, aumentando il rischio di esuberi e generando così un aggravio di spesa per lo Stato;

risulta assolutamente incomprensibile, la decisione di togliere alla classe 36/A (ora A-18) l’insegnamento di filosofia a vantaggio della classe 37/A (ora A-19) e al contempo sottrarle tutte le discipline sinora insegnate negli istituti tecnici e professionali, per condividerle con la nuova classe concorso A-64, ad avviso dell’interrogante in modo non conforme al decreto-legge n. 112 del 2008 -:

se, in vista di un’organizzazione più equilibrata e razionale dell’organico, non ritenga opportuno valutare la necessità di apportare delle modifiche al nuovo regolamento delle classi di concorso, dal momento che l’equivalenza dei titoli di 36/A e 37/A impone chiaramente di garantire anche alla 36/A la possibilità di continuare anche in futuro ad accedere all’insegnamento di filosofia in tutti i licei, adottando una delle seguenti possibili soluzioni:

a) assegnare esclusivamente alla 36/A (ora A-18) l’insegnamento di filosofia nel liceo delle scienze umane, nell’opzione economico-sociale, nel liceo linguistico, artistico, coreutico-musicale e nell’opzione delle scienze applicate, ed invece esclusivamente alla 37/A (ora A-19) l’insegnamento di filosofia nel liceo classico e scientifico tradizionale, i due licei con il maggior numero di iscritti, rispettando così l’attuale distribuzione delle due classi di concorso, procedendo infine alla cancellazione della classe A-64;

b) oppure, assegnare in modo definitivo sia alla 36/A (ora A-18) sia alla 37/A (ora A-19) l’insegnamento di filosofia in tutti i licei, assicurando poi un’equa distribuzione di tale insegnamento tra le due classi di concorso, e cancellare la A-64, considerando che, in tutti i licei in cui filosofia verrà affidata alla 36/A, storia potrebbe essere assegnata alla 51/A, che già da tempo insegna questa disciplina, possedendo tutti i titoli necessari;

c) oppure, infine, creare una classe di concorso unificata per l’insegnamento nei licei (comprendente «filosofia», «scienze umane» e «storia») in cui possano confluire 36/A e 37/A ed un’unica classe di concorso per gli istituti tecnici e professionali («scienze umane e sociali», «psicologia generale e applicata», «teorie e tecniche della comunicazione» ed eventualmente «relazioni internazionali») in cui possano confluire la 36/A e la nuova A-64, accorpamento che appare non solo perfettamente coerente, a livello normativo, con le previsioni dell’articolo 64 del decreto-legge n.112 del 2008, ma anche culturalmente e didatticamente giustificato dalla storiografia più recente, la quale, almeno a partire dalla scuola francese di Les Annales, ha sempre sottolineato lo stretto rapporto esistente tra lo studio della storia e le altre scienze umane (in particolare sociologia, antropologia e psicologia, forse ancor più che filosofia).
(5-03265)

Il testo della risposta

L’Onorevole interrogante nella interrogazione parlamentare in discussione lamenta il fatto che in sede di rivisitazione delle classi di concorso i docenti appartenenti alla classe di concorso 36/A (filosofia, psicologia e scienze dell’educazione), risulterebbero penalizzati e, conseguentemente, chiede iniziative in favore di detti docenti.
Al riguardo vorrei far presente che lo schema di regolamento per la definizione delle nuove classi di concorso, da adottarsi ai sensi dell’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sta seguendo il prescritto iter; allo stato si è in attesa di acquisire il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione che sarà espresso a breve.
Per quanto riguarda la questione oggetto dell’interrogazione al momento, pertanto, si può soltanto far presente che la commissione tecnica appositamente costituita ha ritenuto necessaria l’istituzione di una classe di concorso – A/65 – per l’insegnamento della teoria e tecnica della comunicazione, attesa la specificità della disciplina, mentre, per quanto riguarda le ex classi di concorso 36/A e 37/A la problematica andrà risolta per i docenti di ruolo in dette classi, con norme transitorie fino all’entrata in vigore a regime della riforma.

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