Interrogazione parlamentare su salvaprecari

di redazione
ipsef

I deputati Boffa e Nicolais hanno presentato una interrogazione parlamentare che chiede al Ministro di intervenire in tempi brevi per garantire lo sblocco della convenzione Inps per la corresponsione delle indennità di disoccupazione, lo sblocco dei fondi destinati alla regione Campania per i progetti di rafforzamento dell’offerta formativa, il riconoscimento dell’anzianità a favore del personale precario della scuola; risorse adeguate per i rinnovi contrattuali nonché l’estensione dei termini per il riconoscimento delle indennità di disoccupazione e un piano programmatico per le immissioni in ruolo. Pubblichiamo la risposta

I deputati Boffa e Nicolais hanno presentato una interrogazione parlamentare che chiede al Ministro di intervenire in tempi brevi per garantire lo sblocco della convenzione Inps per la corresponsione delle indennità di disoccupazione, lo sblocco dei fondi destinati alla regione Campania per i progetti di rafforzamento dell’offerta formativa, il riconoscimento dell’anzianità a favore del personale precario della scuola; risorse adeguate per i rinnovi contrattuali nonché l’estensione dei termini per il riconoscimento delle indennità di disoccupazione e un piano programmatico per le immissioni in ruolo. Pubblichiamo la risposta

TESTO DELLA RISPOSTA

In merito alle osservazioni dell’Onorevole interrogante sui provvedimenti adottati dal Governo in materia di istruzione, ricordo che il Governo ha assunto l’impegno di mettere in ordine i conti pubblici e di restituire qualità, efficacia ed efficienza al sistema scolastico in modo da allineano agli standard europei.
Venendo alle disposizioni in materia di organizzazione scolastica contenute nell’articolo 64 del decreto legge n. 112 del 2008, i provvedimenti ivi previsti mirano ad una migliore qualificazione dei servizi scolastici e alla valorizzazione professionale del personale docente, da realizzare mediante il riordino complessivo del sistema attraverso la valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, il pieno coinvolgimento delle Regioni e delle autonomie locali e puntando su una nuova governance territoriale dell’istruzione e della formazione ed un più efficiente ed efficace utilizzo delle risorse.
Pur in presenza del suddetto complessivo piano di interventi, anche per l’anno scolastico 2009-2010, al fine di garantire continuità didattica agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della scuola e la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche, sono state effettuate assunzioni di 647 dirigenti scolastici, 8.000 docenti e 8.000 unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA).
Per le assunzioni del prossimo anno scolastico, è necessario definire preliminarmente gli organici – le relative operazioni sono in corso – fermo restando che le assunzioni stesse sono soggette al regime autorizzatorio previsto dall’articolo 39 della legge n. 449 del 1997.
In relazione ai dati riportati nell’interrogazione, la riorganizzazione della scuola, che è una realtà ineludibile, ha riguardato, per l’anno scolastico 2009-2010, circa 42.000 unità di personale docente; tuttavia, considerato il considerevole numero di docenti che al termine dell’anno scolastico 2008-2009 sono andati in pensione, il numero dei docenti con contratto a tempo determinato cui non è stato possibile confermare il contratto nell’anno scolastico 2009-2010 si è notevolmente ridotto. Analogamente, la prevista riduzione di organico del personale ATA è stata in gran parte compensata dai pensionamenti avvenuti al termine dell’anno scolastico 2008-2009.
Va peraltro evidenziato che, come correttamente ricordato nell’interrogazione, per venire incontro alle esigenze di coloro che nel decorso anno scolastico erano stati destinatari di contratto a tempo determinato, è stato emanato il decreto-legge n. 134 del 2009, convertito con modificazioni nella legge n. 167 del 2009, con cui è stato varato un pacchetto di misure in favore del personale precario della scuola.
È noto che l’anzidetto decreto-legge ha disposto che, per l’anno scolastico 2009-2010, le supplenze temporanee sono assegnate con precedenza assoluta al personale docente e ATA già destinatario di supplenze annuali o fino al termine delle attività scolastiche nel precedente anno.
Lo stesso provvedimento ha inoltre previsto che l’amministrazione scolastica possa promuovere, in collaborazione con le Regioni, progetti della durata di tre mesi, prorogabili a otto, da realizzarsi prioritariamente mediante l’utilizzo di lavoratori precari della scuola percettori dell’indennità di disoccupazione, a cui può essere erogata una indennità di partecipazione a carico delle risorse a disposizione delle Regioni.
E ancora, è stata riconosciuta ai suddetti precari la valutazione dell’intero anno di servizio ai fini della attribuzione del punteggio nelle graduatorie ad esaurimento per il personale docente e nelle graduatorie permanenti per il personale ATA.
Per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione, in data 5 agosto 2009 è stata stipulata apposita convenzione tra il Ministero, l’I.N.P.S. e il Dicastero del lavoro volta ad agevolare il personale docente e il personale ATA che, già destinatario nell’anno scolastico 2008-2009 di contratto di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche, non ha avuto nel corrente anno scolastico la possibilità di stipulare analogo contratto; in particolare, si è previsto che al medesimo personale spetta, per i periodi di utilizzo, il trattamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola e per i periodi di non lavoro durante l’anno solare spetta l’indennità ordinaria di disoccupazione.
Ovviamente, la suddetta convenzione non contempla, né poteva contemplare, anche coloro che nello scorso anno scolastico hanno prestato servizio per almeno 180 giorni, in quanto, come è noto, la disposizione normativa che ha esteso anche a questi ultimi le anzidette misure è stata introdotta successivamente dalla legge n. 167 del 24 novembre 2009 in sede di conversione del citato decreto-legge n. 134.
A conferma dell’attenzione alle esigenze del personale precario, la legge n. 25 del 26 febbraio 2010, in sede di conversione del decreto-legge n. 194 del 30 dicembre 2009, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ha stabilito che le suddette misure restano valide con riferimento al prossimo anno scolastico 2010-2011.
Sono in corso interlocuzioni con l’I.N.P.S. per addivenire ad una nuova convenzione in attuazione della normativa di cui trattasi.
Quanto all’affermazione secondo cui il Ministero non avrebbe ancora consegnato all’INPS la lista degli aventi diritto, determinando ritardi nell’attuazione delle misure previste dalla convenzione, l’affermazione stessa non è fondata. Infatti il gestore del sistema informativo ha provveduto a consegnare all’INPS, in data 9 ottobre 2009, l’elenco dei potenziali beneficiari della convenzione.
Non è neppure fondata l’affermazione secondo cui il Ministero avrebbe «comunicato alle scuole la necessità di compilare bilanci a costo zero per le spese ordinarie».
Tale affermazione si riferisce, evidentemente, alla indicazione fornita dalla Direzione generale per la politica finanziaria e per il bilancio del Ministero con nota protocollo n. 9537 del 14 dicembre 2009 circa l’inserimento dei residui attivi nell’aggregato «Z – Disponibilità da programmare» del programma annuale 2010 delle istituzioni scolastiche; trattasi dei residui attivi vantati nei confronti della suddetta direzione generale e per i quali sono state avanzate apposite richieste di assegnazione di risorse finanziarie al Ministero dell’economia e delle finanze. Aggiungo che, come è stato anche precisato dalla medesima direzione generale nelle indicazioni operative successivamente inviate alle istituzioni scolastiche il 22 febbraio 2010, con l’anzidetto suggerimento si è inteso richiamare l’attenzione delle istituzioni scolastiche sulla necessità, in sede di predisposizione del Programma annuale 2010, di adottare criteri di massima prudenza nel prevedere l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione; ciò, anche in coerenza con quanto è stabilito dall’articolo 3 del Regolamento concernente le «Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche», adottato con decreto n. 44 del 1o febbraio 2001, in base al quale gli stanziamenti di spesa correlati all’utilizzazione dell’avanzo di amministrazione possono essere impegnati solo dopo la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell’avanzo effettivamente realizzato.
Con riguardo, poi, ai rinnovi contrattuali, è noto che la determinazione dell’importo destinato al rinnovo dei contratti del pubblico impiego è demandata alla legge finanziaria; il problema potrà pertanto essere affrontato nel quadro delle misure oggetto del prossimo disegno di legge finanziaria.
Infine, relativamente ai progetti di rafforzamento dell’offerta formativa in Campania, la competente direzione scolastica regionale ha segnalato che, a seguito dell’accordo sottoscritto tra il Ministero e la Regione Campania, la medesima direzione scolastica ha attivato contatti con l’Assessorato regionale dell’Istruzione per l’attuazione delle iniziative finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa. Per la realizzazione di dette iniziative la Regione Campania si è impegnata a destinare un finanziamento di 20 milioni di euro.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02402

presentata da
COSTANTINO BOFFA
giovedì 28 gennaio 2010, seduta n.275

BOFFA e NICOLAIS. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

– Per sapere – premesso che:

in data 23 giugno 2009 si presentava un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca alla quale ancora non si è data risposta con la quale si chiedeva di ridiscutere e modificare il piano programmatico e i regolamenti attuativi della finanziaria estiva in materia di pubblica istruzione;

con il decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008, il Governo adoperava un taglio sostanzioso ed indiscriminato di risorse (meno 8 miliardi di euro in 3 anni) e di personale (meno 132.000 posti tra docenti e personale ATA nel prossimo triennio) al settore della pubblica istruzione; mentre con la legge Finanziaria per il 2009 si riduceva di ben 50 milioni di euro il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Ed ancora con la circolare il interministeriale n. 38 del 2 aprile 2009 sulle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2009-2010 si quantificavano in oltre quarantamila posti le riduzioni da operare a partire dal prossimo anno scolastico;

i suddetti provvedimenti hanno scatenato la protesta del personale precario docente ed Ata che da settembre ad oggi ha messo in piedi una grande mobilitazione nazionale partita dal Mezzogiorno ed in particolare dalla provincia di Benevento, dove ancora oggi la mobilitazione del personale precario continua;

In risposta alla suddetta mobilitazione il Governo ha approvato nello scorso mese di settembre il decreto legge n. 134 del 2009 «Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010» detto «salva precari» convertito dalla legge n. 167 del 24 novembre 2009;

il provvedimento, che segue a uno specifico accordo siglato tra Ministero dell’istruzione, Ministero del lavoro e delle politiche sociali e INPS, riguarda esclusivamente il personale docente abilitato inserito nelle graduatorie ad esaurimento e il personale ATA inserito nelle relative graduatorie permanenti (articolo 554, decreto legislativo n. 297 del 1994) e nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, che nello scorso anno è stato destinatario di contratto a tempo determinato di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche;

le forme di tutela che vengono stabilite in caso di non riconferma dell’incarico annuale riguardano l’accesso all’indennità di disoccupazione (disposizione già vigente, aggiornata negli importi minimi per il 2009); il diritto di precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze brevi; il diritto al riconoscimento dell’intero punteggio annuale (12 punti) ai fini dell’aggiornamento della posizione in graduatoria ad esaurimento per i docenti e del medesimo punteggio maturato nell’anno scolastico 2008-2009 per il personale ATA;

è prevista inoltre un’ulteriore forma di sostegno economico per detto personale da parte delle regioni, attivata tramite specifiche convenzioni col MIUR;

il provvedimento prevede la possibilità per le regioni di finanziare, attraverso appositi accordi con il Ministero dell’istruzione, progetti regionali a carattere straordinario volti al rafforzamento dell’offerta formativa, all’adempimento dell’obbligo di istruzione, per la lotta alla dispersione scolastica e il sostegno agli studenti in difficoltà;

diversi sono i ritardi che gli operatori del settore stanno incontrando e denunciando nell’attuazione delle misure sin qui riportate e molti sono i rilievi mossi dalle organizzazioni sindacali del comparto;

qui nel Mezzogiorno ad oggi le scuole non nominano i supplenti oppure, nei rari casi in cui lo fanno, non retribuiscono perché senza fondi;

con la nota n. 8767 inerente le istruzioni del programma annuale 2010, il Ministero dell’istruzione ha comunicato alle scuole la necessità di compilare bilanci a costo zero per le spese ordinarie. Nessuna risorsa inoltre è prevista per il funzionamento degli stessi istituti; pochissime le risorse riconosciute per le supplenze e tagli ai fondi per i piani dell’offerta formativa;

i fondi destinati dalla regione Campania per i progetti da affidare ai lavoratori precari perdenti posto sono attualmente bloccati;

la convenzione con l’INPS che avrebbe garantito la possibilità di ottenere l’indennità di disoccupazione ad intermittenza rispetto ad eventuali periodi di lavoro è ancora bloccata poiché il Ministero non avrebbe ancora consegnato all’Inps le liste degli aventi diritto -:

se non ritenga il Ministro di intervenire in tempi brevi per garantire lo sblocco della convenzione Inps per la corresponsione delle indennità di disoccupazione; lo sblocco dei fondi destinati alla regione Campania per i progetti di rafforzamento dell’offerta formativa; il riconoscimento dell’anzianità a favore del personale precario della scuola; risorse adeguate per i rinnovi contrattuali nonché l’estensione dei termini per il riconoscimento delle indennità di disoccupazione e un piano programmatico per le immissioni in ruolo.(5-02402)

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