Interrogazione M5S sugli universitari con disturbi specifici dell’apprendimento

di redazione
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La deputata del MoVimento 5 Stelle, Virginia Villani, insieme ai colleghi Nesci, Parentela, Roberto Rossini, Sarli, Sportiello, Testamento e Troiano, ha presentato un’interrogazione parlamentare sul caso degli studenti universitari affetti da DSA dopo il caso di Fisciano.

“La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «Dsa», i Dsa riguardano un insieme di disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo, la principale caratteristica di questa categoria è proprio la «specificità», ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale – si legge nell’interrogazione – Nella descrizione del disturbo è necessario, sia nella fase di diagnosi che successivamente nell’arco della vita dell’individuo, indagare gli aspetti neuropsicologi ed emotivi; l’aspetto emotivo e comunicativo è forse uno degli aspetti più difficili da affrontare per chi è affetto da dislessia. Proprio a causa dell’aspetto emotivo, un giovane studente di 19 anni dell’università di Salerno, nel maggio del 2017 si è tolto la vita lanciandosi dalle scale dell’ateneo. Il ragazzo, affetto da dislessia, giunto all’università ha evidenziato problemi nel comunicare con i suoi compagni e con i docenti e questa mancanza secondo i primi accertamenti lo avrebbe indotto al suicidio. Nonostante la legge imponga alle università italiane di prevedere dei percorsi specifici per studenti affetti da Dsa, ancora oggi in molte aule universitarie i professori non riconoscono queste patologie, di fatto ostacolando il percorso formativo degli studenti affetti da Dsa e negando loro il diritto allo studio; da quanto si apprende da alcuni social network, esistono anche delle chat dedicate allo scambio di informazioni in merito alla problematica; viene negato allo studente l’utilizzo degli strumenti compensativi e dispensativi, strumenti necessari e fondamentali affinché lo studente possa realizzare il proprio percorso di studi nei tempi previsti, già di per sé più lunghi rispetto a quelli ordinari. Questa negazione fa sì che gli studenti affetti da Dsa si ritrovino indietro con gli esami e impossibilitati a concludere nei tempi previsti il loro percorso di studi, circostanza che in molti casi porta lo studente ad abbandonare anzitempo gli studi universitari”.

Gli interroganti chiedono “quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di porre maggiore attenzione nei confronti degli studenti affetti da Dsa all’interno delle università italiane, affinché venga riconosciuto il diritto allo studio a tutti gli studenti, compresi coloro che sono affetti da Dsa”.

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