Internet veloce nelle scuole italiane entro il 2025? Per la Corte dei Conti UE è praticamente impossibile

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Gli Stati Ue hanno usato solo in misura limitata del sostegno europeo per la digitalizzazione delle scuole e a questo punto ‘il raggiungimento dell’obiettivo di dotare tutti gli istituti di connessioni Internet veloci entro il 2025 e a rischio’.

Lo indica la Corte dei conti europea in una relazione appena pubblicata.

Tra il 2014 e il 2026 sono stati o verranno erogati importi significativi attraverso vari programmi europei per sostenere l’istruzione digitale. Le sole risorse assegnate nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza post-pandemico ammonteranno ad oltre 11 miliardi di euro.

Per esaminare i progressi della digitalizzazione delle scuole, gli auditor della Corte hanno visitato sei Stati membri nel 2022 (Germania, Grecia, Croazia, Italia, Austria e Polonia), constatando che le azioni finanziate Ue avrebbero potuto produrre un maggiore impatto se fossero state meglio integrate nelle strategie nazionali o regionali per la digitalizzazione delle scuole.

Numerosi istituti scolastici segnalano tuttora la carenza di attrezzature oppure ulteriori necessita di formazione degli insegnanti’, è indicato nel rapporto.

Nel 2016, la Commissione aveva stabilito che, entro il 2025, le scuole avrebbero dovuto disporre di connessioni Internet a un gigabit al secondo. Sei anni dopo solo un ridotto numero di istituti scolastici disponeva effettivamente di queste connessioni.

“L’assenza di una pianificazione strategica rigorosa, unitamente a ritardi nell’attuazione dei programmi dedicati, hanno accresciuto il rischio che la Ue non raggiunga l’obiettivo della connessione gigabit a Internet entro il 2025”.

Per quanto riguarda l’Italia il rapporto segnala come nel quadro del Recovery Fund investira soprattutto nelle connessioni internet ad alta velocita per le scuole, nella formazione dei docenti e di altro personale scolastico, nelle aule innovative e nello sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

Sebbene alcune azioni finanziate dai programmi della politica di coesione 2014-2020 fossero ben integrate nel piano nazionale scuola digitale, rileva la Corte dei conti europea, un nuovo piano d’azione per sostenere la nuova strategia nazionale per le competenze digitali faceva riferimento alle azioni per la digitalizzazione solo in quanto queste sarebbero state finanziate dallo strumento predisposto nel corso della pandemia.

Nel giugno 2022 l’Italia ha adottato il piano scuola 4.0 per dotare le scuole di classi innovative, pero’ non aveva aggiornato la strategia specifica per la digitalizzazione delle scuole. Di conseguenza, ‘non viene specificato in che modo le azioni finanziate dal Recovery Fund saranno complementari alle altre azioni Ue finanziate dai programmi della politica di coesione 2021-2027 o alle azioni finanziate a livello nazionale’.

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