Internet ultra veloce, la connessione serve a poco senza contratto con il gestore

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L’arretratezza tecnologica nel digitale questa volta c’entra fino a un certo punto. La cablatura a volte c’è, ma senza contratto per la connessione, l’infrastruttura resta inutilizzata. 

E’ quanto messo in evidenza in Lombardia dal sito del quotidiano Il Giorno, dove, riprendendo uno studio recente dell’AgCom sullo stato dell’arte delle connessioni nelle scuole, è risultato che nella regione fra le più devastate dal Covid il 12% dei plessi è raggiunto dalla fibra ottica che consente la connessione fino a un Giga al secondo (quella finora più veloce), ma spesso non sono stati attivati i contratti con i gestori che permettono l’utilizzo pieno della rete. Così i docenti che hanno deciso di organizzare la didattica a distanza recandosi in classe non hanno risolto il problema delle immagini poco nitide o delle interruzioni di audio e via dicendo.

Anche se il 12% può sembrare una percentuale ridotta, in realtà diventa consistente se associata a quel 47% di istituti raggiunti dalla “tecnologia mista”, cioè dalla fibra ottica fino al cosiddetto “armadio” (lo snodo centrale dal quale parte il collegamento dell’utenza) e con l’ultimo miglio coperto dai fili in rame. Si tratta del sistema che consente la velocità migliore subito dopo la copertura completa in fibra. Però va ricordato che questo tipo di tecnologia non sempre garantisce la navigazione sopra i 100 megabit al secondo. C’è infatti un 18% che naviga sotto questi parametri.

Peggiore è la situazione delle scuole lombarde che sono collegate ancora con l’Adsl o non sono affatto collegate in rete. Nel primo caso si tratta del 19% degli istituti e nel secondo caso del 4%. Il problema è però comune a tutte le regioni italiane. Infatti il lotto per la Lombardia (lotto 2) della gara “Piano Scuola” pubblicato sul sito BandaUltraLarga.italia.it (Ministero Sviluppo Economico) è il terzo in ordine di importo. L’impegno maggiore è per il lotto 5 destinato però a due regioni: Calabria e Sicilia, seguito dal lotto 6 anche questo destinato a due regioni: Toscana e Veneto.

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