Interdisciplinarietà: cos’è, metodologia e pratica

di Antonio Fundaro

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L’educazione civica ha riproposto, sul tavolo pedagogico e metodologico, il tema dell’interdisciplinarità considerata e analizzata nei suoi aspetti più propriamente didattici. Ciò nonostante crediamo sia il caso di porre all’attenzione dei docenti alcune considerazioni di carattere generale sulla tesi dell’unità del sapere sia sotto quello che consideriamo l’aspetto oggettivo che sotto quello, non di minore importanza, che è denominiamo aspetto soggettivo.

L’interdisciplinarietà come realtà totale

Sotto l’aspetto oggettivo non esistono dubbi sul fatto che l’interdisciplinarietà non è altro che una realtà totale alla quale si può fare riferimento come oggetto possibile di tutti i vari punti di vista parziali o settoriali dell’educazione disciplinare e delle educazioni. D’altronde esiste una unità soggettiva del sapere, essendo tutte le varie scienze niente altro che il prodotto di una unica attività dell’intelletto umano. La scienza è una creazione dell’intelletto umano, con le sue libere invenzioni di idee e di concetti. Le teorie fisiche tentano di costruire una rappresentazione della realtà e di determinare i legami con il vasto mondo delle impressioni sensibili. È evidente, però, che la realtà creata dalla scienza attuale è molto diversa dalla realtà disegnata dalla scienza del passato. Sono pertanto notevolmente aumentati i punti di vista disciplinari che hanno studiato i molteplici aspetti della realtà in maniera sempre più analitica. Nella ricerca scientifica, tuttavia, accanto alla sempre più accentuata diffusione dei settori specialistici, è emersa contemporaneamente l’esigenza di comunicare e di integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici.

Il gruppo interdisciplinare

Un gruppo interdisciplinare è composto da persone che hanno competenze culturali diverse e che si uniscono per risolvere problemi complessi. Ma solo se si è pienamente consapevoli che nessuna scienza può considerarsi l’unico punto di vista della realtà, perché nessuna scienza riesce a ricomporre la realtà in termini di conoscenza totale, si può essere disponibili ad un discorso di natura interdisciplinare. L’interdisciplinarità, dunque, presuppone la disciplinarietà e si fonda proprio sul sicuro possesso delle discipline e della loro specifica struttura. Analogamente, nella scuola, il problema dell’interdisciplinarità nasce dalla esigenza di superare la tradizionale separazione tra le discipline, che non comunicando tra di loro ed ignorandosi a volte reciprocamente, contribuiscono a frantumare quel mondo e quella realtà che la mente in sviluppo intende conoscere, comprendere, interpretare nella sua interezza.

L’interdisciplinarietà

Sul piano dell’apprendimento, cioè, l’interdisciplinarità si pone come esigenza di ricomporre in senso comprensivo ed intersettoriale i contenuti di apprendimento e di esperienza dell’alunno. L’apprendimento, poi, che viene favorito dalle motivazioni, non avviene per semplice giustapposizione di elementi nuovi ad elementi vecchi, ma per ristrutturazione degli stessi.

La definizione di interdisciplinarietà

Cerchiamo ora di vedere più da vicino che cosa si intende per interdisciplinarità e soprattutto quali strategie sono possibili per praticare un insegnamento di tipo interdisciplinare in rapporto ai diversi momenti e contenuti culturali dell’attività scolastica. Etimologicamente, interdisciplinarità sta a significare, in senso lato, relazione tra più discipline.

La disciplina

Nel linguaggio scolastico corrente il termine disciplina viene spesso utilizzato come sinonimo di materia che si riferisce invece soprattutto ai contenuti disciplinari, al prodotto finale e alle conclusioni a cui arrivano i processi di indagine che sono alla base della ricerca scientifica.

La multidisciplinarietà

Con il termine multidisciplinarità si intende la presenza simultanea di più discipline, di cui però non vengono esplicitate le reciproche relazioni.

La pluridisciplinarietà

Per pluridisciplinarità si suole intendere la giustapposizione di discipline diverse, poste generalmente le une accanto alle altre in modo da evidenziare le relazioni esistenti tra di esse. A questo livello si perseguono obiettivi multipli e tra le discipline si ha cooperazione ma non coordinazione. Lo studio di un argomento dal punto di vista delle diverse discipline è un esempio di pluridisciplinarità,

L’interazione tra discipline

Per interdisciplinarità si suole intendere l’interazione esistente tra due o più discipline.

Tale reciprocità può constare in una semplice comunicazione di idee, nel riconoscimento di relazioni tra strutture disciplinari, nella vicendevole integrazione dei concetti fondamentali, nella programmazione comune della ricerca e dei metodi didattici. Nelle attività di tipo interdisciplinare che si svolgono nella scuola si statuisce una vera e propria coordinazione e collaborazione tra gli insegnanti che lavorano in compresenza intorno ad un progetto comune. Così intesa, l’interdisciplinarità vera e propria, in campo scolastico, si identifica in un metodo di lavoro collegiale, sia da parte degli allievi che degli insegnanti, che può esplicarsi in ricerche di notevole impegno per il raggiungimento di un medesimo obiettivo.

Metodologie didattiche

Ci si serve, in questo viaggio, di metodologie didattiche che propongono nuclei tematici di sviluppo verso cui convergono le diverse discipline e che forniscono il punto di riferimento unificante della ricerca didattica. Metodologie didattiche che trovano riscontro nelle teorie strutturalistiche che tendono a ritrovare strutture analoghe in settori disciplinari diversi. In questi casi, l’interdisciplinarità viene intesa come ricerca delle strutture logiche delle varie perfezionamenti del sapere, che possono corrispondere o non con le discipline.

Sul piano della prassi

Sul piano pratico, si può iniziare con il ricercare argomenti comuni a più discipline, partendo da problemi di cognizione legati agli interessi, ai bisogni e alle esperienze degli alunni ovvero stimolati dagli stessi insegnanti. Scrive Anna Marra Barone in “interdisciplinarita’. Convergenza dei saperi sull’uomo e per l’uomo” che “sul piano operativo, ai fini della progettazione di una ipotesi di lavoro interdisciplinare, si possono prevedere, in linea generale, i seguenti momenti:

  • Esplicitazione, a livello di consiglio di classe, di obiettivi di apprendimento comuni a tutte le discipline (obiettivi trasversali), in relazione alla situazione socio-culturale della classe.
  • Formulazione, da parte di ciascun docente, degli obiettivi specifici disciplinari in funzione degli obiettivi comuni già individuati e scelta condivisa dei mezzi, dei criteri e degli strumenti di valutazione.
  • Individuazione dei collegamenti interdisciplinari e selezione delle possibili attività curricolari ed extracurricolari.
  • Formulazione di ipotesi operative e individuazione delle compresenze.
  • Previsione di incontri interdisciplinari di verifica e valutazione con calendarizzazione degli incontri operativi collegiali necessari alla progettazione-attuazione-valutazione del progetto interdisciplinare.

Nel caso in cui siano previsti, in un progetto interdisciplinare, interventi di esperti esterni, il Consiglio di classe, nella sua collegialità, per quanto riguarda i percorsi programmati:

  • condivide il percorso del modulo progettato dall’esperto;
  • individua i criteri da adottare per valutare i singoli alunni;
  • valuta l’esperienza fatta da ogni singolo alunno e la ricaduta del percorso sul curricolo dello stesso;
  • indica le modalità con le quali i docenti intendono continuare l’esperienza complessiva vissuta dal ragazzo per trasformarla in abilità e competenze durature;
  • programma l’apprendimento/approfondimento di argomenti correlati al modulo e alle attività realizzate.

Per approfondimenti

Bibliografia

Benedetti F. (a cura di), Analisi dei fabbisogni formativi dei lavoratori interinali, AIAF, Roma 2004. Benedetti F. (a cura di), Guida alla didattica modulare nell’EdA, AIAF, Roma 2005. Di Francesco G. (a cura di), Unità capitalizzabili e crediti formativi. Metodologie e strumenti di lavoro e I repertori sperimentali, ISFOL, Franco Angeli, Milano 1998.

Domenici G., Manuale dell’orientamento e della didattica modulare, Laterza, Bari, 1998. 5.

Sitografia

Apprendimento trasversale

http://www.comprensivomarrubiu.it/d/materiali/psp_ua/ua/UA_trasversali.pdf

http://www.pavonerisorse.it/meta/meta3.htm

Competenze trasversali

http://www.orientamentoirreer.it/materiali/AbilitaTrasversaliISFOL.htm http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:1_9qPAvVNUUJ:www.orientamentoirreer.it/materiali/AbilitaTrasversaliISFOL.htm+isfol+pubblicazione+1998+competenze&cd=4&hl=it&ct=clnk&gl=it&lr=lang_it

http://www.abruzzo.istruzione.it/indicazioni_curricolo/AllegatoC.pdf

Didattica modulare

http://www.dti.unimi.it/~oscotti/Pacioli/files/formazione/LADIDATTICAMODULARE.pdf

host.uniroma3.it/docenti/domenici/doc/modularità.ppt

Interdisciplinarietà

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:fKHhwM8F4TMJ:www.rivistadidattica.com/fondamenti/fondamenti2.htm+interdisciplinariet%C3%A0+nella+scuola&cd=3&hl=it&ct=clnk&gl=it

Unità del sapere

http://www.univforum.org/pdf/educare_insegnare_sapere.pdf http://www.disf.org/Voci/118.asp

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