Intelligenza artificiale, opinione positiva per 6 ragazzi su 10, ma oltre il 30% teme furto d’identità. Indagine Telefono Azzurro

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Tra i ragazzi la percezione di conoscere come funziona l’AI è elevata. Il 94% ne ha sentito parlare e ne conosce la definizione, mentre il 9% ritiene di possedere una conoscenza molto buona.

Per 6 ragazzi su 10 è positiva l’opinione su questo strumento, tanto da sentirsi pronti a consigliarne l’utilizzo ad amici e parenti (46%). I dati emergono dalla ricerca ‘Intelligenza Artificiale’ di Telefono Azzurro e Bva-Doxa che ha coinvolto 806 ragazzi tra i 12 e i 18 anni ed è stata presentata oggi durante l’evento organizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Per il 13% dei ragazzi l’intelligenza artificiale è anche utile a distrarsi dai problemi della vita quotidiana e a ricevere supporto nell’affrontare difficoltà emotive e psicologiche. I ragazzi si trovano ad essere sempre più fruitori e consumatori di servizi internet e questo permette a chi li fornisce di raccogliere dati di ogni genere. Ed è proprio questo, come evidenzia l’indagine, a preoccupare di più i giovani. Il 31% degli intervistati vede tra i maggiori rischi dell’intelligenza artificiale un possibile furto d’identità, il 28% si preoccupa per la privacy e per la scarsa sicurezza dei propri dati personali.

Come altri elementi di rischio gli intervistati hanno evidenziato una scarsa protezione da situazioni dannose e violente: per il 21% vi è il timore che le immagini da parte dell’AI possano danneggiare la propria reputazione e quella altrui. Il 20% degli intervistati teme di entrare in contatto con contenuti inappropriati e non adeguati alla propria età, e il 10% esprime la propria preoccupazione per la creazione di immagini pedopornografiche.

Preoccupazione, questa, testimoniata anche dai dati diffusi dall’Internet Watch Foundation che ha dichiarato di aver scoperto materiale pedopornografico (Csam) autogenerato con bambini sotto i 10 anni presente su oltre 100.000 pagine web nell’ultimo anno. Una cifra che rappresenta un aumento del 66% rispetto all’anno precedente.

“Tutte le aziende tecnologiche devono fare la loro parte per rendere la rete più sicura adottando misure in grado di proteggere i ragazzi da questo tipo di rischi. La crittografia end-to-end, introdotta in molte piattaforme di messaggistica istantanea, aumenta la sicurezza e la privacy di tutti gli utenti, ma accresce il rischio che si utilizzino messaggi criptati per eludere i controlli e diffondere immagini a carattere sessuale di bambini e adolescenti”, spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro.

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