Intelligenza artificiale, l’inventore del microprocessore parla agli studenti: “La macchina non ha e non avrà mai le proprietà che contraddistinguono l’uomo”

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L’intelligenza artificiale è sulla bocca di tutti. Da strumento fantascientifico, è diventata realtà, aprendo interrogativi sul suo ruolo nella società e, soprattutto, sul suo rapporto con l’essere umano. La domanda che molti si pongono è: l’IA potrà mai sostituire l’uomo, replicando persino il libero arbitrio e la coscienza?

Federico Faggin, inventore del microprocessore e pioniere della tecnologia touch, rassicura: le macchine non possono e non potranno mai pensare come gli esseri umani. I computer, per quanto complessi, si limitano a eseguire istruzioni e a elaborare simboli, senza possedere la capacità di apprendere e agire autonomamente come facciamo noi

L’IA, però, ha già molteplici applicazioni in vari settori, dalla sanità all’organizzazione. In Emilia-Romagna, ad esempio, il progetto “Savia” utilizza l’IA per migliorare la qualità delle leggi regionali. Bologna, inoltre, ambisce a diventare la “Data Valley” d’Europa, con il supercomputer Leonardo come punta di diamante.

L’importanza della coscienza e del libero arbitrio

Faggin, in un incontro con oltre mille studenti emiliano-romagnoli, ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sulla coscienza e sul libero arbitrio, elementi che ci distinguono dalle macchine. “Non siamo macchine, siamo molto di più”, ha affermato, invitando i giovani a comprendere la propria natura per utilizzare l’IA a beneficio di tutti. La coscienza artificiale, senza la guida della coscienza umana, è priva di valore.

L’incontro, organizzato dall’Assemblea legislativa regionale, ha offerto agli studenti una panoramica sull’IA e sulle sue implicazioni etiche, sociali ed economiche. L’obiettivo è stimolare una riflessione sulle sfide e opportunità di questa rivoluzione scientifica, senza dimenticare gli aspetti etici e sociali.

L’uomo al centro

Il messaggio è chiaro: l’IA, anche nella sua forma più evoluta, non potrà mai sostituire l’uomo. La nostra coscienza di sé, il libero arbitrio, il dubbio e i sentimenti ci rendono unici e irriducibili a qualsiasi macchina.

L’iniziativa dell’Assemblea legislativa ha coinvolto duemila studenti e docenti, dimostrando l’importanza di educare le nuove generazioni all’uso consapevole dell’IA. Tra le scuole partecipanti, nove provenivano da Bologna, a conferma del ruolo centrale della città in questo campo.

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