Intelligenza artificiale, le paure dei docenti: è l'”Anticristo”, ci sostituirà. Ma qualcuno non è d’accordo e rilancia “insegnare non è una mera trasmissione di dati”. Commenti ed opinioni

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Il recente editoriale di Paola Mastrocola, scrittrice e docente, su “La Stampa” ha sollevato importanti questioni sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA), in particolare di ChatGPT, sull’educazione e sull’apprendimento. Mastrocola dipinge un quadro in cui ChatGPT domina nelle aule, accolta con entusiasmo sia da studenti che da insegnanti. Tuttavia, mette in luce un paradosso: l’onniscienza dell’IA potrebbe sostituire l’educazione e l’insegnamento, invertendo il loro valore tradizionale.

L’IA, con la sua capacità di fornire risposte istantanee e accuratamente ricercate, può sembrare un’opzione allettante. Ma dobbiamo chiederci: siamo pronti a sottomettere il processo di apprendimento umano a una macchina priva di empatia, di intuizioni e di esperienza di vita?

Il Ruolo dell’Insegnante

Mastrocola porta avanti un dibattito sul ruolo dell’insegnante in un’era dominata dall’IA. L’efficacia di un corpo docente che, a suo avviso, ha portato la scuola ad un livello di stasi e crisi, viene messa in discussione. Eppure, propone un’alternativa in cui ChatGPT, il “non-insegnante”, prevale.

Questa visione è provocatoria e stimola una riflessione critica: perché sottoporre l’allievo alla noia e all’umiliazione di una lezione, quando l’IA può fornire le conoscenze senza insegnare? Ma è davvero questo lo scopo dell’educazione?

La Voce dei Docenti

I commenti degli utenti di Facebook al post di Mastrocola riflettono un ampio spettro di opinioni. Nicola, ad esempio, ritiene che l’innovazione tecnologica abbia reso gli studenti iper-dipendenti dalla tecnologia e critica una serie di fattori sociali e politici che, a suo avviso, hanno contribuito alla crisi del sistema scolastico.

D’altro canto, Ema sostiene che nessuna IA potrà mai sostituire la capacità umana di trasporre didatticamente il sapere. Giulia e Valero concordano, sottolineando che l’insegnamento non è solo una mera trasmissione di dati.

Nazario, infine, esprime un punto di vista estremo, paragonando la tecnologia all’anticristo. Nicolò Blunda, invece, critica l’approccio di Mastrocola, che ritiene slegato dalla realtà.

Verso il Futuro

La discussione attorno all’uso dell’IA in aula non è priva di sfide e di preoccupazioni. La tecnologia può essere un potente strumento di supporto, ma l’educazione dovrebbe rimanere un processo umano, arricchito dall’interazione personale

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