Intelligenza artificiale, Giorgio Parisi: “La scuola deve far comprendere ai giovani che i sistemi complessi possono essere compresi e governati”

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Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, intervenuto al Festival di Repubblica delle Idee, non si è limitato a illuminare il pubblico con una lectio magistralis sull’intelligenza artificiale, ma ha affrontato con coraggio anche temi di scottante attualità.

In un dialogo con lo scrittore Antonio Scurati, Parisi ha denunciato la deriva autoritaria che si cela dietro certe azioni: “Questo governo ha una concezione del servizio pubblico come servizio personale”, ha affermato con fermezza, richiamando alla memoria l’editto bulgaro di Berlusconi e il clima di censura che si respira nuovamente.

Dalla negazione della complessità alla tirannia

Il filo conduttore dell’incontro è stato il rapporto tra conoscenza, complessità e democrazia. Scurati ha sottolineato come “la conoscenza e il sapere siano valori fondanti della modernità e della democrazia, e che l’ignoranza è causa della tirannia, al pari della negazione della complessità”. Un concetto, quest’ultimo, che ha trovato eco nelle parole di Parisi, il quale ha citato lo storico Jacob Burckhardt, per il quale “la negazione della complessità è l’inizio della tirannia”.

L’intelligenza artificiale e il rischio di un nuovo autoritarismo

Parisi ha poi spostato l’attenzione sull’intelligenza artificiale, evidenziando come “dall’uso distorto degli strumenti dell’IA può venire il rischio di tirannia”. L’IA, pur essendo “estremamente potente”, è ancora incerta, “come un bambino che ha appena cominciato a parlare”, incapace di comprendere sfumature come il sarcasmo. Per questo, secondo il fisico, è fondamentale “governare” l’intelligenza artificiale attraverso una legislazione sovranazionale, un sistema di regole che eviti derive pericolose.

La necessità di regole e investimenti pubblici

Parisi ha ricordato come tutte le grandi innovazioni, dalla stampa a caratteri mobili in poi, abbiano richiesto un sistema di regole per evitare abusi. Lo stesso deve avvenire con l’IA, soprattutto con quella generativa. Inoltre, è necessario che gli Stati investano in questo settore, per comprendere i meccanismi che governano l’IA e per evitare che il suo sviluppo sia lasciato esclusivamente in mano ai privati.

Dall’impiego militare alle fake news: le sfide dell’IA

Tra le preoccupazioni di Parisi, l’applicazione dell’IA in ambito militare: “Bisogna tenerla lontana dalle armi e dall’uso di sistemi d’armi autonomi con capacità letale”. Inoltre, è fondamentale evitare che l’IA generi fake news o immagini false: “Serve un marker che ci dica se non lo sono”.

Formazione e consapevolezza: il ruolo della scuola

Parisi ha infine sottolineato l’importanza di educare le nuove generazioni all’intelligenza artificiale, inserendo questa tematica nei programmi scolastici. L’obiettivo è far comprendere che le macchine non sono entità misteriose, ma sistemi complessi che possono essere compresi e governati.

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