Intelligenza artificiale a scuola, il 54% degli insegnanti si dice favorevole. Sondaggio GILDA/SWG

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L’indagine presentata dalla Gilda degli Insegnanti, intitolata “L’Intelligenza Artificiale a Scuola: Impatto Atteso, tra Opportunità e Rischi”, svolta dall’Istituto di Ricerca SWG, mette in luce l’opinione divisa degli italiani sull’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel sistema scolastico.

La ricerca, condotta attraverso sondaggi CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) su un campione nazionale di 800 adulti, mostra un paese spaccato sull’argomento.

Il 54% degli intervistati si mostra favorevole, seppur con riserve, verso l’adozione dell’IA nelle scuole. Questa apertura è maggiormente rappresentata dai giovani e da coloro che non hanno figli. Al contrario, i genitori di bambini nelle prime fasi dell’istruzione e i ceti più vulnerabili esprimono maggiori perplessità.

Le aree in cui l’IA è vista come una risorsa preziosa sono la sburocratizzazione delle procedure, l’aggiornamento dei materiali didattici e la formazione dei docenti. Tuttavia, per quanto riguarda la didattica e i compiti a casa, i rischi sembrano superare i benefici. La visione prevalente è che l’IA possa deturpare l’essenza dell’insegnamento e dell’apprendimento, rendendo il processo troppo meccanico.

L’indagine rivela anche una preferenza per l’introduzione dell’IA soprattutto nelle scuole superiori, con una condivisione sia tra genitori che non genitori. Questa preferenza è ancora più marcata tra coloro che hanno figli in età scolare. Sorprendentemente, oltre un quarto degli intervistati preferirebbe vedere l’IA introdotta solo a livello universitario.

Quando interrogati sul potenziale dell’IA di valorizzare la professione docente, il 44% crede che possa rafforzare il ruolo dei docenti, mentre un 9% sostiene che potrebbe addirittura aumentare la domanda di insegnanti. Non mancano però le incertezze, specialmente tra i genitori con figli in età scolare, che vedono l’IA come una possibile minaccia piuttosto che un’opportunità.

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