Integrazione decreti riordino istituti tecnici e professionali, parere favorevole del Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato ha espresso il proprio parere sullo  Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, concernente il riordino degli istituti tecnici a norma dell’articolo 64, comma 4 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”, e sullo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, concernente il riordino degli istituti professionali a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.

Ricordiamo che i due schemi di decreto erano già  stati approvati in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, avevano ottenuto il parere favorevole della Conferenza Unificata e quello abbastanza critico del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Il CdS, in merito all’integrazione riguardante gli Istituti tecnici ha espresso parere favorevole: “… la Sezione ritiene, sempre con riferimento al contenuto del decreto in esame, che i criteri per la definizione dell’orario complessivo annuale  degli istituti tecnici, recati dall’art. 1, comma 2 del decreto in esame, non risultano né illogici né irragionevoli poiché dai medesimi è possibile desumere – al di là della loro formulazione non sempre chiara – le ragioni che potrebbero giustificare la decurtazione dell’orario complessivo annuale degli Istituti tecnici prevista dal precitato art. 5 del d.P.R. n. 88 del 2010″ … “Pertanto, alla stregua delle suesposte considerazioni, la Sezione ritiene che il decreto in esame meriti parere favorevole con le osservazioni di cui ai precedenti nn. 3 e 4“.

Il suddetto parere, come riportato, è accompagnato da alcune osservazioni, che invitano l’Amministrazione a valutare quelle del CSPI: “le osservazioni formulate dal CSPI ed in particolare quelle volte a esplicitare con maggior precisione i criteri di cui alle lettere a), e) ed f) dell’art. 1, comma 2 del decreto de quo, al fine di precisare la portata dispositiva dei parametri ivi indicati prima della sua approvazione definitiva o quantomeno, come richiesto dal CSPI stesso, nell’ambito del riordino della materia in esame ai sensi della legge di delega n. 107 del 2015″.

Ricordiamo che il CSPI aveva  contestato l’utilizzo del termine “razionalizzazione” al posto di “riduzione” e la “complementarietà” tra area comune e area di indirizzo intesa come criterio per giustificare le riduzioni dei piani orari; il CSPI aveva, inoltre, evidenziato la contraddizione tra il criterio della riduzione del numero di discipline con quello effettivamente previsto dai piani di studio.

Anche lo Schema di Decreto relativo agli Istituti professionali ha ottenuto il parere favorevole del CdS: “… la Sezione ritiene che i criteri per la definizione dell’orario complessivo annuale degli istituti professionali, recati dall’articolo 1, comma 2, dello schema, non risultano né illogici né irragionevoli, poiché dai medesimi è possibile desumere – al di là della loro formulazione non sempre chiara – le ragioni“… “Pertanto, alla stregua delle suesposte considerazioni, la Sezione ritiene che il decreto in esame meriti parere favorevole, con le osservazioni indicate“.

Il parere sopra riportato, come detto, è  accompagnato da alcune osservazioni, che invitano l’Amministrazione a valutare quelle del CSPI “in particolare quelle volte a esplicitare con maggior precisione i criteri di cui alle lettere a), e) ed f) dell’articolo 1, comma 2, dello schema, al fine di meglio chiarire la portata dispositiva dei parametri ivi indicati”.

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