Integrazione alunni stranieri, ruolo di primo piano dell’Italia in Europa

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Nell’ultimo decennio, come leggiamo sul sito dell’Indire, il numero degli alunni stranieri frequentanti le scuole italiane è cresciuto ed è quasi raddoppiato tra il 2005/6 e il 2014/15.

L’integrazione degli alunni stranieri sarà oggetto di uno studio, già avviato, della rete Eurydice e di essa si è già parlato in occasione dell’incontro annuale tra i 43 unità nazionali, costituenti la rete citata.

L’Italia, come testimoniano i dati e i documenti elaborati, ha assunto un ruolo di primo piano nell’accoglienza e nell’integrazione degli alunni immigrati a scuole.

Riportiamo l’articolo di Alessandra Ceccherelli, pubblicato sul portale Indire:

La rete Eurydice ha cominciato a lavorare a uno studio interamente dedicato all’integrazione degli alunni immigrati nelle scuole in Europa da pubblicare entro l’autunno del 2018. In vista di questo obiettivo, l’argomento è già stato affrontato a Bruxelles a settembre 2016, in occasione dell’appuntamento annuale con i capi delle 43 unità nazionali che costituiscono la rete Eurydice.

L’Italia è stata tra i cinque Paesi, insieme a Germania, Grecia, Svezia e Ungheria, cui è stato chiesto di presentare le politiche educative in questo ambito e avviare un confronto di idee costruttivo. Negli ultimi 10 anni, nel nostro Paese si è avuto un forte aumento del numero totale degli alunni stranieri con cittadinanza non italiana: nel 2005/2006 il loro numero superava appena le 400.000 unità; nel 2014/2015 risultava quasi raddoppiato, raggiungendo circa le 830.000 unità.

Questo dato ha interessato il sistema educativo che ha recentemente avviato una serie di iniziative a supporto delle scuole, per riaffermare il diritto universale all’istruzione. L’Italia ha optato fin dall’inizio per la piena integrazione degli alunni immigrati a scuola e per l’educazione interculturale come dimensione trasversale e come background comune a tutte le materie e a tutti gli insegnanti. L’iscrizione a scuola degli alunni stranieri è permessa anche durante l’anno scolastico e l’integrazione ha inizio con l’acquisizione della capacità di comprendere e di comunicare e con una buona conoscenza dell’italiano come L2.

Le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, pubblicate dal Miur nel febbraio del 2014, esordiscono affermando che i minori stranieri sono innanzitutto persone e, in quanto tali, hanno diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. Sempre nel 2014, il Miur ha istituito l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli studenti stranieri e per l’intercultura, con l’obiettivo di individuare soluzioni per un effettivo adeguamento delle politiche di integrazione scolastica alle esigenze di una società sempre più multiculturale e in costante trasformazione. L’Osservatorio ha anche redatto il documento “Diversi da chi? Raccomandazioni per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura”, un vademecum con raccomandazioni e proposte operative derivanti dalle migliori pratiche scolastiche, per una più efficace e corretta organizzazione dell’accoglienza e dell’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana.

Questi sono alcuni degli aspetti che hanno determinato il ruolo di primo piano del nostro Paese nella consultazione europea che sarà avviata dalla rete Eurydice. Partendo dalle indicazioni europee rivolte al mondo educativo – contenute nel piano di azione in atto sull’integrazione dei cittadini stranieri – e dalle pratiche presentate dai 5 Paesi interpellati, la rete Eurydice chiederà poi a tutti gli Stati di fornire dati e informazioni sulle politiche nazionali a supporto degli alunni appena arrivati e dei giovani provenienti da contesti migratori.

Tra gli argomenti specifici: il sostegno linguistico e il supporto alle scuole per il raggiungimento di buoni risultati, la valutazione dell’apprendimento pregresso, le classi transitorie, la creazione di un collegamento costante fra i genitori e la scuola. Saranno infine oggetto di studio i provvedimenti di ordine generale volti a promuovere l’istruzione inclusiva e l’educazione interculturale, le azioni tese a rafforzare le competenze degli insegnanti e dei capi di istituto in questi ambiti, ma anche le iniziative volte ad aumentare la rappresentanza dei migranti fra i professionisti del mondo educativo.

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