Insulti sulla chat, poi la rissa: sette mamme denunciate. L’affondo di Polito: “Fuori i genitori dalla scuola”

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Antonio Polito, giornalista del Corriere della Sera, torna a pungolare il tema dell’invadenza dei genitori nella scuola italiana. In un articolo dal titolo emblematico, “Fuori i genitori dalla scuola”, Polito denuncia la tendenza a considerare la scuola come un servizio di babysitting e gli insegnanti come dei dipendenti al servizio delle famiglie.

L’articolo prende spunto da un episodio di cronaca avvenuto a Napoli, nel quartiere di Scampia, dove alcune mamme si sono date appuntamento per dirimere una lite cominciata in chat, finendo per accapigliarsi.

Non è la chat o Scampia il problema, sostiene Polito. Il problema è l’atteggiamento di tanti genitori che si impicciano eccessivamente negli affari di classe, pretendendo un controllo eccessivo sull’operato degli insegnanti. Secondo Polito, la gran parte dei problemi che i ragazzi si portano a scuola nascono in famiglia. La rabbia, la depressione, la noia, la maleducazione: sono tutti mali che affondano le loro radici nell’ambiente domestico.

Cosa fare allora? Per Polito la soluzione è semplice: lasciar fare ai professori. Bisogna dare fiducia agli insegnanti, che sono professionisti preparati e competenti, e permettere loro di svolgere il proprio lavoro senza continue interferenze da parte dei genitori.

La scuola non è un servizio di babysitting, conclude Polito. È un luogo di apprendimento e di crescita, dove i ragazzi devono essere educati non solo a livello nozionistico, ma anche a livello umano e sociale. E in questo compito, i genitori non possono e non devono sostituirsi agli insegnanti.

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