Inspiegabile anticipo della domanda di pensionamento 2022. Lettera

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Invita da Emanuele Ferrera – “Un altro colpo basso si sta per consumare ai danni del personale della Scuola che vorrebbe essere collocato a riposo a partire dal settembre del 2022. Senza attendere le decisioni che il Governo Draghi, almeno nelle intenzioni, vorrebbe adottare per non far sprofondare gli aspiranti pensionati nell’abisso della Legge Fornero, il Ministero della Pubblica Istruzione, inspiegabilmente, ha deciso di anticipare al 31 ottobre prossimo la scadenza di presentazione delle domande per lasciare il lavoro.

Una “fregola” assurda che frustra le aspettative di quanti, sia pure consapevoli che difficilmente Quota 100 sarà riproposta, sperano nei necessari correttivi (e sono tante le proposte dei partiti) che addolcirebbero l’amara pillola.

Un silenzio tombale (spezzato dalle dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tridico) è sceso da qualche settimana sulla vicenda, né pare, fino a questo momento, che le organizzazioni sindacali si stiano fasciando la testa o abbiano chiamato a raccolta la categoria, inequivocabilmente “figlia di un Dio minore”. Ancora una volta”.

N. B. Sono già in pensione dal 1 settembre 2020

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