Inserire tutti i diplomati magistrale in GaE sarebbe stato un suicidio per la scuola. Sì a percorso formativo per chi ha 3 anni di servizio. Lettera

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Michela Giangualano – In merito alla decisione presa dal Consiglio di Stato di non consentire la permanenza o l’iscrizione nelle GaE a coloro che hanno semplicemente un diploma delle vecchie scuole magistrali ante 2002, credo che la scelta sia stata giusta in quanto le suddette persone non hanno superato alcun concorso (normale o riservato) e non rientrano nemmeno nella categoria dei vecchi laureati in Scienze della Formazione Primaria a cui, solo per un certo numero di anni, è stata data la possibilità di iscriversi nelle Graduatorie poi trasformatesi a esaurimento (ricordiamoci infatti che non tutti i laureati in questione hanno infatti avuto accesso alle GaE).

Spiego il perché ritengo giusta questa decisione: ho notato, scorrendo alcune graduatorie, che con l’ultimo aggiornamento risultano inserite in GaE anche persone che non hanno del tutto servizio o hanno comunque meno di tre anni di servizio (novellini della scuola, dunque).
Aprire a tutti coloro che hanno fatto ricorso e con semplice diploma sarebbe stato un suicidio per la scuola italiana: avrebbe potuto portare a uno stillicidio di inserimenti, da qui a non si sa quando, di persone formate a operare in una scuola che nel frattempo è cambiata.

Infatti è da più di 15 anni ormai che il titolo di accesso per l’insegnamento alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia dovrebbe essere la laurea e, vista la complessità del lavoro di insegnamento, non ritengo che oggi ci si possa improvvisare insegnanti di ripiego, a fronte di un titolo ormai stantio, se non seguito da una effettiva pratica scolastica.

Ritengo invece che debba essere trovata una soluzione politica per chi (con laurea o con diploma) ha già effettivamente svolto nella scuola almeno 3 anni di servizio, prendendo a modello ciò che sta avvenendo per la scuola secondaria: secondo me andrebbe fatto un concorso riservato a chi appunto può vantare i 3 anni nella scuola.

Nel momento in cui non si risultasse nemmeno idonei a questo eventuale concorso, però, bisognerebbe prendere atto della cosa e avere l’umiltà di capire che un semplice diploma delle ex scuole superiori non può dare diritti acquisiti a un posto di lavoro “permanente”, nemmeno una laurea, del resto…

Il che non vorrebbe dire rinunciare all’insegnamento, ma piuttosto ripensare al proprio percorso formativo e rimettersi in gioco con più consapevolezza dei propri limiti.

Anche per chi è stato già assunto nella scuola (grazie all’inserimento in GaE tramite ricorso) andrebbe trovata una soluzione politica. E’ vero che sui contratti è stata messa la clausola di rescissione, ma se uno ha superato l’anno di prova, evidentemente è stato ritenuto adatto a svolgere la professione di insegnante. Lo stesso dicasi per coloro che stanno svolgendo quest’anno l’anno di prova e formazione: si dovrebbe consentire l’inserimento in ruolo definitivo, nel momento in cui venisse superato l’anno di prova.

Anche rispetto a chi è già entrato in GaE (e anche in ruolo) grazie a sentenze passate in giudicato con esito positivo, non ritengo che possano esserci contraddizioni: se i giudici hanno deciso in tal senso, avranno avuto valide motivazioni che a posteriori non possono essere messe in discussione.

Grazie per l’attenzione.

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