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Inserire Francesco Jovine nelle indicazioni ministeriali

Di Lalla
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segnalato da Michela Tartaglia – Il Centro Studi Francesco Jovine di Guardialfiera, Campobasso e Basso Molise scrive al Ministro Profumo affinchè Jovine possa essere introdotto nei testi e nei programmi ministeriali e aiutando generazioni nuove a conoscere il Molise piccolo e non popoloso, ma vario e attraente, perché dal suo humus anche gli italiani possano trarre quel patrimonio fatto di cose serene, ancora semplici e pure, sempre più rare.

segnalato da Michela Tartaglia – Il Centro Studi Francesco Jovine di Guardialfiera, Campobasso e Basso Molise scrive al Ministro Profumo affinchè Jovine possa essere introdotto nei testi e nei programmi ministeriali e aiutando generazioni nuove a conoscere il Molise piccolo e non popoloso, ma vario e attraente, perché dal suo humus anche gli italiani possano trarre quel patrimonio fatto di cose serene, ancora semplici e pure, sempre più rare.

Francesco Jovine e il suo Molise

L’”Odissea” del Progetto Culturale e l’inserimento dello scrittore di Guardialfiera nei Programmi Ministeriali e nei testi di adozione per le Scuole Superiori.
La sollecitazione al Ministro Profumo del Presidente del Consiglio Regionale

E’ cominciato così quando, per un po’, sembrava venir meno nella scuola l’entusiasmo e la volontà di sorprendere. E quando ad Antonio Mucciacio, Preside del Liceo Classico di Termoli, è venuta l’idea geniale di richiamare in servizio, per i giovani, la magìa di un “passato” capace di trainare e di costruire un “presente”. E si è inventato nel 2000, per il Centro Studi di Guardialfiera, il Progetto Culturale “Jovine e il suo Molise”, condiviso e sostenuto dalla Provincia di Campobasso.

Questo ha significato, in sostanza, disseppellire dal nostro colpevole oblio, Francesco Jovine, voce fra le più geniali e libere del Novecento letterario italiano, il narratore inquieto e inquietante, l’Omero nostrano, nato per tramandare il suo e il nostro Molise, tra storia e invenzione, verità e verosimiglianza.

Da allora, per 12 edizioni, con lo sguardo volto all’antico e di lì al futuro, giovani e fervidi indagatori – intrecciati in un patto intergenerazionale con presidi e docenti – hanno letto, interpretato ed attualizzato il pensiero e la prosa fluida e realistica dello scrittore guardiese, producendo risultati straordinari di ingegnosità e passioni. Hanno colmato il vuoto dei giorni con freschi respiri di arte, letteratura, storia, multimedialità, fotografia, saggistica. Hanno sconfitto “la molisanitudine” indolente ed espugnato un campo muovo di scoperte in una coordinata di scoperte e produzioni originali.

Il nostro Molise invisibile e muto, ricco di storia e generosità, radiografato da questi giovani talenti, è uscito, anno dopo anno, dal guscio rassicurante del cortile. Si è messo in vetrina nella Gallereia d’arte di Palazzo Loreto, da cui immagini fresche e armoniche si sono alzate sul mondo, attraverso nerbate giornalistiche e miracoli massmediatici.

Ora la malìa si è spenta. Nel momento magico, mentre in 26 Istituti Scolastici si stava leggendo e decifrando “Molise”, il volumetto dell’Editrice “Guida”, curato e introdotto da Francesco D’Episcopo. Quell’arcipelago di piccole isole incantate dipinte da Francesco Jovine, Lyna Pietravalle e Giose Rimanelli.

L’idillio, dunque, s’è smorzato quando il severo anticiclone siberiano, con le consistenti e prolungate nevicate di gennaio e febbraio, ha assediato la regione e interrotto a lungo le attività didattiche nelle scuole. Alcuni presidi erano allarmati, perché ce ne sarebbero state altre di interruzioni a causa delle elezioni amministrative di primavera. Erano preoccupati i presidi sulla conclusione dei programmi, l’assolvimento dei 200 giorni effettivi di lezione e la convalida addirittura dell’anno scolastico. Meglio a questo punto, ha ritenuto il Centro Studi, farsi momentaneamente da parte.

Ma il 19 giugno sopraggiunge il”panico del mirabile”: Mario Pietracupa, Presidente del Consiglio Regionale, si leva in volo e, con una indoratura di luce, informa Francesco Profumo, Ministro della Pubblica Istruzione, sulla esistenza di grandi autori meridionali e di opere letterarie d’eccellenza. Gli fa capire, con voce sommessa, che qui anche le radici letterarie tengono ed affondano oltre le pietraie di Campocarrino, e che le identità locali muoiono solo quando tutti i suoi uomini si daranno per vinti, non prima.

Nel programmare i testi di adozione per le scuole superiori – osserva Pietracupa – giusto è tutelare l’inamovibilità di “numi letterari nazionali”, ma altrettanto legittimo è assicurare rilevanza alla microstoria territoriale e offrire agli studenti quegli input capaci di favorire e sviluppare la loro vocazione, la conoscenza e l’appropriazione culturale della propria realtà etnica. Riportare insomma, così, Jovine alla studio della gioventù, proprio al punto in cui il progetto s’è interrotto e proprio ora che l’Editore Donzelli, dopo anni di abbandono, è tornato a rendere fruibile in libreria “Signora Ava” e “Terre del Sacramento”, due capolavori della narrativa italiana.

Il Ministro Profumo saprà valutare il messaggio del Presidente del nostro Consiglio Regionale, introducendo Jovine nei testi e nei programmi ministeriali e aiutando generazioni nuove a conoscere il Molise piccolo e non popoloso, ma vario e attraente, perché dal suo humus anche gli italiani possano trarre quel patrimonio fatto di cose serene, ancora semplici e pure, sempre più rare. E perché, nel mistero del tempo, si possa ancora percepire la rapsodia di un popolo temprato dalla serenità, dagli stenti e dalla fierezza, che inizia da lontananze remote, per trasmigrare in un alveo ampio, ancor più ricco di motivazioni, di scelte ed entusiasmi nuovi.

Vincenzo Di Sabato

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