Inserimento diplomati magistrali in GaE. Adida: Milano come il Far West

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Il Ministro dell’Istruzione non è assente ora che c’è la crisi di Governo, il Ministro dell’Istruzione non c’è mai stato, in termini di gestione equa e uniforme dell’applicazione delle sentenze emesse in favore dei precari, e questa assenza inammissibile e ingiustificata ha permesso che, a livello locale, ogni amministrazione facesse “regole” difformi che hanno continuato a danneggiare chi aveva già subito negli anni ogni forma di sfruttamento e disattenzione.

E non è servito nemmeno il commissariamento del MIUR perché ci fosse uniformità nella gestione del contenzioso che interessa migliaia di docenti della scuola primaria, perché le note e le circolari sono state poi interpretate a uso e consumo di prassi al limite della legalità, con tratti di ostruzionismo politico che ha reso l’applicazione delle sentenze un calvario per i ricorrenti, costretti a rivolgersi più volte ad avvocati e Magistratura per vedere rispettate le loro sentenze favorevoli.

Ultima in ordine di tempo la scelta da parte dell’Ufficio scolastico provinciale di Milano, già oggetto di una querela lo scorso anno, di inventare parametri arbitrari per inserire i docenti nelle GAE e attribuire loro incarichi anche a tempo indeterminato.

Il risultato è che da oggi sarà inevitabile che i docenti, esasperati da un atteggiamento di chiusura da parte dei dirigenti provinciali nei confronti della corretta applicazione delle sentenze che li riguardano, ricorrano alle forze dell’ordine e nuovamente ai Giudici, per cercare di ristabilire principi di correttezza ed equità, non soltanto a livello provinciale ma tra questa e le altre provincie, dove si è rispettato il criterio del punteggio per l’inserimento e la nomina.

Abbiamo sempre sostenuto che una linea di principio che passasse dal merito e dall’anzianità di servizio fosse la più equilibrata, a discapito anche di chi aveva fatto ricorso prima di altri. I docenti interessati hanno capito, quindi, che un tale criterio salvaguardava tutti.

Ma evidentemente nella provincia di Milano, dove pare sia stata poco energica l’azione sindacale in difesa dei lavoratori, a meno che non fossero loro iscritti, le logiche sono saltate e si è scelta una strada, a nostro avviso illegittima, sbagliata e scorretta, che creerà non poca ulteriore confusione, come se la scuola, il sistema nel suo complesso, già fortemente compromesso dal peggiore avvio di anno scolastico degli ultimi anni, ne avesse bisogno. Noi, come associazione, non staremo a guardare e sosterremo la battaglia dei docenti interessati fino al raggiungimento del pieno rispetto delle sentenze, denunciando in ogni sede quanto da loro subito.

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida

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