Inserimento abilitati GaE, Anief: le graduatorie non sono blindate, riaperte già nel 2008 e nel 2012

di redazione
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Anief – La riforma Renzi-Giannini e la Legge di Stabilità 2017 non si curano affatto dei problemi veri della scuola ad iniziare da quelli dei precari: dopo quattro anni, Anief ci riprova, puntando dritto all’inserimento dei docenti abilitati nelle GaE sino ad oggi respinti da motivi non più nemmeno argomentabili.

Il giovane sindacato chiede un intervento del Governo e dei parlamentari di tutti gli schieramenti che ponga fine a una discriminazione tra docenti che hanno conseguito lo stesso titolo, selezionati e formati dallo Stato.

Eppure, l’ultima parola sui diritti dei precari non dovrebbe passare sempre attraverso i Tribunali: è compito, infatti, dellegislatore fornire le risposte corrette ma in tema di precari della scuola, purtroppo, almeno in Italia, tutto questo sistematicamente non avviene. L’esaurimentodelle GaE, d’altronde, come vorrebbe il Miur illudendosi che ciò comporti la fine della supplentite, ai fini della continuità didattica, appare ancora oggi inutile. Per lo più, le diverse decine di migliaia di supplenze stipulatesino al termine delle attività didattiche, per via dell’aggiornamento triennale (ora quinquennale), sono assegnate infatti dalle graduatorie d’istituto se non addirittura all’avente diritto dalle messe a disposizione. Il doppio canale,anzi, dovrebbe essere esteso alle GI in assenza di GaE, legate agli ambiti territoriali e non più alle venti scuole, senza il meccanismo infernale dellachiamata diretta.

Nel frattempo, negli ultimi quattro anni, le stesse graduatorie ex-permanenti sono state riaperte dai giudici amministrativi a migliaiadi diplomati magistrali; negli ultimi giorni, intanto, il Tar Lazio emana sentenze brevi negative di rigetto, a dispetto di quasi cento decreti monocratici emessiquest’estate che hanno consentito la stipula di contratti a chi si è abilitato anche il con Pas o Tfa,

La stessa contraddizione si ritrova in questi giorni in Consiglio di Stato, con le recenti ordinanze cautelari favorevoli airicorrenti a dispetto di alcune sentenze negative. Il Ministero dell’Istruzione farebbe bene, però, a interrogarsi su come garantire a chi insegna nelle nostrescuole la stabilizzazione anziché il licenziamento, così come indicato dal 1999 dall’Unione Europea. Molti di questi docenti, inseriti con riserva in GaE e oraespulsi, avrebbero potuto sottoscrivere il contratto di supplenza dalla graduatoria d’istituto e sarebbero stati persino assunti se fossero statiinclusi nel piano straordinario della legge 107/2015.

Alla luce di tutto questo, secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “non è vero che le Graduatorie ad esaurimento sono blindate e impenetrabili, perché sono state riaperte dal legislatore su richiesta dell’Anief già due volte: nel 2008, per gli specializzandi del IX ciclo SSIS-AFAM-SFP, e nel 2012, per gli abilitati nella fascia aggiuntiva entro l’anno precedente. Sono due precedenti importanti: se c’è un diritto da tutelare, in tribunale le norme sbagliate cadono come neve al sole”, ha concluso il sindacalista.

28 ottobre 2016

Ufficio Stampa Anief

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