Insegnare su potenziamento, un premio o una punizione? Lettera

di redazione
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Libero Tassella – La mia proposta, più volte ripetuta e riportata, è che al posto del potenziamento nell’ambito dell’organico dell’autonomia,gli organici provinciali abbiano una dotazione aggiuntiva pari al 15% /20%.dell’organico.

Gli insegnanti dovrebbero essere pagati per attività curriculari e per attività di insegnamento nei progetti, non per altro.

Trovo il potenziamento selvaggio, che dal 2015 é stato introdotto nelle scuole statali ( frutto di elaborazioni e richieste di una certa parte politica e sindacale PD e Flc Cgil) come ho detto, uno strumento dato in mano al DS per gestirlo come crede, a volte in modo clientelare, può essere un premio come una punizione, può essere un modo per concedere agli insegnanti di non fare nulla per un anno , non entrando in classe, o entrando solo per poche ore se non per fare rappresentanza per la scuola o prepararsi al concorso Ds o a cose del genere o per essere spremuti come limoni e gettati nelle classi a sostituire ogni giorno i colleghi assenti fino a 10 giorni.

Io sarei per regolamentare ilpotenziamento a livello nazionale ma con il CCNL si è persa un’occasione, lo si potrebbe fare con un apposito CCNI oppure per abolirlo con una legge e sostituirlo con le dotazioni organiche aggiuntive, dotazioni organiche su cui poter fare immissioni in ruolo e attribuire supplenze.

Ma per questo bisogna investire sugli organici e come sapete nel Def 2019 c’è molto poco o nulla.

Io credo più realisticamente che per questioni di spesa il potenziamento che è stato funzionale al piano di assunzione del 2015 di Renzi , man mano che i docenti andranno in pensione sarà lentamente ma inesorabilmente prosciugato e riassorbito fino a scomparire negli anni riducendosi a una riserva indiana.

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