Insegnare Storia dell’arte fin dalla primaria

di redazione
ipsef

red – Una proposta contenuta in una mozione presentata dal Partito Democratico che vede come primo firmatario l’On. Rutelli. L’esempio cui si fa riferimento è la Francia che che, a partire dal 2008, ha inserito l’insegnamento obbligatorio di Histoire des arts in tutti i livelli e ordini di studio.

red – Una proposta contenuta in una mozione presentata dal Partito Democratico che vede come primo firmatario l’On. Rutelli. L’esempio cui si fa riferimento è la Francia che che, a partire dal 2008, ha inserito l’insegnamento obbligatorio di Histoire des arts in tutti i livelli e ordini di studio.

Secondo quanto si legge nella mozione "il recente riordinamento della scuola secondaria superiore ha determinato, oltre alla sparizione di sperimentazioni ben radicate che introducevano la storia dell’arte sin dal primo biennio dei licei classici, l’eliminazione di indirizzi professionali nei quali la materia costituiva parte integrante dei curricula con dignità di disciplina di indirizzo (istituto professionale per la moda, istituto professionale per la grafica, istituto professionale per il turismo) e una drastica riduzione negli istituti tecnici per il turismo."

La proposta del Partito Democratico, che cita la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, vorrebbe impegnare, in 8 punti, il Governo:

  1. a reintegrare le ore eliminate dai nuovi ordinamenti della scuola secondaria superiore (in particolare negli istituti tecnici per il turismo e negli istituti professionali) affinché la storia dell’arte non sia riservata alla sola istruzione liceale e il suo valore formativo – civico e culturale – venga garantito a tutti i giovani, soprattutto nella fascia dell’obbligo di istruzione;
  2. a riattivare l’indirizzo "beni culturali" nel percorso dei licei artistici, affinché una specifica formazione volta all’acquisizione di elementi di restauro, tutela e catalogazione delle opere d’arte sia prevista sin dalla scuola secondaria superiore;
  3. ad introdurre l’insegnamento della storia dell’arte nel ginnasio, al fine di garantire continuità allo studio della materia e adeguata coerenza con il percorso tematico della storia, consolidando il curriculum del liceo classico e accentuando al contempo la possibilità di arricchirne gli spunti interdisciplinari, in una prospettiva che è in grado di spaziare dalle scienze alla filosofia alle lingue classiche e moderne;
  4. ad inserire l’insegnamento della storia dell’arte nella scuola primaria, favorendo la sensibilizzazione al patrimonio artistico, ai principi della conservazione e della tutela sin dall’infanzia, possibilmente attraverso strategie di didattica cooperativa e laboratoriale;
  5. ad includere la comprensione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico nell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza, assicurando che la sua trasmissione venga operata da docenti di storia dell’arte;
  6. a salvaguardare e sostenere la specificità professionale e didattica dei docenti di storia dell’arte, la cui formazione – anche in ragione delle nuove tecnologie – deve essere assicurata da un iter accademico moderno in linea con le nuove frontiere dei saperi e al contempo orientato all’acquisizione di competenze accademiche inerenti alla disciplina;
  7. ad incoraggiare la fruizione del patrimonio storico ed artistico nel corso dell’intero periodo formativo di tutti gli studenti italiani, favorendo il dialogo con le istituzioni territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali, con musei e gallerie pubblici e privati, con le competenti istituzioni regionali e locali del territorio, promuovendo iniziative idonee ad incentivare la sensibilità e la partecipazione dei giovani nei confronti della protezione, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale;
  8. a sostenere lo scambio di buone pratiche nel campo della didattica della storia dell’arte anche attraverso la promozione di progetti internazionali, affinché il patrimonio di esperienze e professionalità maturato dal Paese in questo campo venga condiviso in Europa e nel mondo.
Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione