Insegnare a scrivere attraverso i commenti

di Lalla
ipsef

di A. Lalomia – Come ho avuto modo di osservare recentemente (1) l’Italiano scritto rappresenta per molti ragazzi una delle materie più noiose (e spesso difficili, vorrei aggiungere).
A questo punto sorge spontanea una domanda: si può fare qualcosa per aumentare l’interesse degli studenti verso questo tipo di attività, fondamentale per le diverse esigenze che devono affrontare (e non soltanto in ambito scolastico)?

di A. Lalomia – Come ho avuto modo di osservare recentemente (1) l’Italiano scritto rappresenta per molti ragazzi una delle materie più noiose (e spesso difficili, vorrei aggiungere).
A questo punto sorge spontanea una domanda: si può fare qualcosa per aumentare l’interesse degli studenti verso questo tipo di attività, fondamentale per le diverse esigenze che devono affrontare (e non soltanto in ambito scolastico)?

Credo che una soluzione abbastanza semplice sia quella di stimolare negli allievi il senso di gratificazione che nasce dal vedere la propria firma su un testo pubblicato, meglio se in rete, perché in questo modo acquista una visibilità planetaria.

Com’è noto, molti articoli che compaiono sul web prevedono uno spazio per inserire i commenti, che in genere vanno firmati con nome e cognome autentici, dopo essersi registrati al sito.

L’idea è dunque quella di svolgere una lezione -in classe, nel laboratorio di Informatica e comunque in un’area didattica provvista di un numero adeguato di computer con accesso alla rete (2)- chiedendo ai ragazzi di leggere un determinato articolo presente sul web, selezionato in precedenza dal docente. Finita la lettura, e dopo la spiegazione dell’insegnante, agli studenti viene proposto di esprimere un’opinione sul pezzo, in un file WORD se vogliono inviare il parere, oppure direttamente in forma cartacea se preferiscono astenersi dal partecipare all’iniziativa.

I testi prodotti dagli allievi in formato WORD saranno esaminati e corretti subito dal docente, che indicherà poi agli autori dei migliori la procedura per inserire il singolo commento nella finestra predisposta dal sito e per inviarlo, controllando che l’operazione venga eseguita in modo corretto.

I lavori di tutti gli studenti (e quindi anche di quelli che non sono interessati a trasmettere il loro punto di vista) potranno comunque essere utilizzati dal docente ai fini della valutazione.

Questo tipo di approccio, a parte la possibilità che offre di verificare tra l’altro le capacità e le competenze di comprensione, interpretative, di giudizio e linguistiche dell’allievo, permette anche di ampliare gli orizzonti dell’attività didattica, consentendo al ragazzo di conoscere realtà che prima magari ignorava e di confrontarsi con le stesse in un rapporto che potrebbe essere anche di lunga durata. Non è raro, infatti, trovare, nello spazio dei commenti ad un articolo, giudizi di lettori che si riferiscono non all’articolo, ma a riflessioni di altri lettori. In questo modo, si potrebbe realizzare una specie di aula virtuale sul web, estremamente ì utile non soltanto per scopi didattici ma anche -e forse soprattutto- educativi in senso lato.

Note

(1) “Esami di Stato. Necessità di programmare le simulazioni delle prove scritte.”, pubblicato su questo portale il 6-09-10

(2) Nella speranza, ovviamente, che la scuola sia provvista di spazi del genere, con le necessarie apparecchiature, o riesca a mettere a disposizione di ogni classe almeno un portatile per navigare nel web. Gli enti locali possono fare molto in questo campo. Cfr. ad esempio: “Giulio Cesare, wi-fi gratuito in tutte le aule. Primo istituto nella provincia di Roma.”
Le scuole meno fortunate potrebbero cercare uno sponsor privato in grado di supportare la loro iniziativa. Sull’uso delle nuove tecnologie in ambito scolastico, cfr. la ricerca dell’ADICONSUM, con relativo video della conferenza stampa per la presentazione dell’indagine

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