Insegnare non è lavorare

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“Mia madre si arrabbiava perché nessuno dei familiari, compreso mio padre operario, capiva la fatica tremenda di insegnare in una classe di sessanta scolari, e le buttavano in faccia l’unica vera fatica secondo loro, il lavoro manuale. Che cosa faceva una maestra se non chiacchierare?”

Queste parole sono state scritte da Elena Gianini Belotti, autrice del romanzo storico “Prima della quiete – Storia di Italia Donati” (la maestra toscana morta suicida nel 1886) per sottolineare come, nei primi anni del ‘900, l’insegnamento non era considerato un vero lavoro. Novembre 2017: dopo poche settimane un giovane docente inglese si licenzia da una scuola primaria e lancia il suo sfogo in un video diventato virale “Iniziavo a correggere compiti alle 5.30 del mattino e stavo a scuola fino alle 18.30” scatenando l’ira della rete. Uno dei commenti più soft nei confronti del teacher, è stato “Bene, così ora capirà cosa vuol dire lavorare”.

Cosa hanno in comune i commenti sulla mamma di Elena Gianini Belotti, classe 1890, da parte dei suoi familiari, e i commenti degli heaters d’oltremanica su questo giovane maestro inglese del 2017? che a distanza di un secolo l’insegnamento non viene considerato un vero lavoro. Gli insegnanti non lavorano, sappiatelo! Gli insegnanti si divertono. E se lavorano lo fanno per finta “Facciamo che io ero … e che tu eri …” E difatti mai sentirete un docente di qualsiasi scuola di ogni ordine e grado dire al mattino “Vado a lavorare”. Tutti infatti dicono “Vado a scuola”.

Questa considerazione può sembrare di poca importanza, ma è invece la dimostrazione di come questa mentalità, oltre a viaggiare nel tempo e nello spazio, stia recando serissimi e notevoli danni alla categoria. In primis il mancato riconoscimento di lavoro usurante (ma perché poi? Mica è un lavoro?) eccezione fatta per le educatrici dei nidi e delle scuole dell’infanzia. In seconda battuta insegnare non è un lavoro usurante perché non c’è la fatica fisica (tesi peraltro avvalorata dal fatto che le maestre dei nidi e dell’infanzia prendono i bambini in braccio). Infine, non essendo un lavoro usurante puoi tranquillamente svolgerlo fino ai 70 anni con ossa e muscoli in ottimo stato, ma col cervello e la psiche in pappa. Sulla tenuta delle corde vocali nessuno, al momento, dà garanzie. Simona Borgatti

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